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Teatro, danza, musica, performance e reading: a Castrovillari al via la “Primavera dei Teatri”

8 minuti di lettura

CASTROVILLARI - Prendono il via il 30 giugno gli spettacoli di Primavera dei Teatri, il festival dedicato ai nuovi linguaggi della scena contemporanea, organizzato da "Scena Verticale" la compagnia di Saverio La Ruina, Dario De Luca e Settimio Pisano. Dopo i primi 3 giorni di residenze e laboratori dal 30 giugno, per tutto il giorno spazio agli appuntamenti tra teatro, danza, musica, performance e reading.

Alle ore 17:00 presso il Protoconvento Francescano, Marica Roberto e Daniel Cundari proporranno: Incarnare il verbo, Presentazione e performance sulle opere poetiche di Marica Roberto e Daniel Cundarimodera Minella Bloise.

Alle 18:30 al Teatro Vittoria andrà in scena Big In Korea – prima nazionale – drammaturgia Francesco d'Amore e Luciana Maniaci (Maniaci d'Amore)regia Kronoteatrocon Tommaso Bianco e Maurizio Sguotti.

A seguire alle 20:30 al Teatro Sybaris, Canto alle vite infinite – prima nazionale – drammaturgia, regia e interpretazione di Elena Bucci, luci Loredana Oddoneregistrazioni, drammaturgia sonora e cura del suono Raffaele Bassetti. 

Di seguito i dettagli di ogni singolo evento. 

Martedì 30 maggio, alle 17:00 Protoconvento Francescano, Marica Roberto e Daniel Cundari con "Incarnare il verbo", Presentazione e performance sulle opere poetiche di Marica Roberto e Daniel Cundari

modera Minella Bloise

Il Tempo Non [R]Esiste: Tratto dall'omonimo testo poetico, è un viaggio intorno al ricordo, al riportare al cuore: la stessa cosa la valutiamo eterna o sparita secondo lo sguardo che usiamo, secondo il momento che viviamo. È un racconto dell'autrice che vuole connettersi con il lettore attraversando territori che sono nella vita di tutti, i luoghi in cui si è vissuti o che si sono abbandonati, il quotidiano, la solitudine, l'amore, gli amori. L'autrice sta lavorando ad una elaborazione narrativo-drammaturgica, e qui la presenterà per la prima volta in un confronto col pubblico sul progetto. Sarà perciò condivisa l'affascinante esperienza di una parola che ama trasformarsi in altro ritmo, in altra musica, esplorando il contenuto attraverso le sue diverse strade per esprimersi.

Marica Roberto

Siciliana di nascita, calabrese d'adozione, si diploma attrice alla Scuola di Teatro di Strehler. Lavora al Piccolo Teatro col Maestro e con gli altri registi per otto anni e si laurea in Architettura con la tesi "Lo spazio teatrale del Novecento e il Piccolo Teatro di Milano". Nel 2011 a Roma fonda la Compagnia Attori&Musici, per la quale scrive e mette in scena i testi. Vince il Premio Anima Mundi di Drammaturgia al femminile 2019 ed è finalista al Premio Tragos 2020. La poesia corre parallela negli anni come fatto privato fino al Premio Internazionale Montag 2022 per la Poesia con la pubblicazione della silloge "Il tempo non [r]esiste".

 Trasumanar, di e con Daniel Cundari e Daniele Fabio 

I due artisti calabresi sembrano essere scesi a patti con un demone mediterraneo, mettendo in scena tutto il loro bagaglio linguistico e culturale, in bilico tra la più ferrea disciplina artistica e l'improvvisazione poetico-musicale. Principio e fine di un dialogo serrato e violento sulla parola e sul gesto, sono Ibico e Nosside: custodi immortali della carne e dell'anima di un mondo ormai in rovina, ma ancora capace di trasformarsi, andare oltre ed elevarsi. Il canto profondo del repentismo cutise è catarsi in cui corpo e mente si ritrovano e si purificano, riconoscendo le sue Muse nella musica e nella poesia recitata, giacché queste hanno bisogno di un corpo vivo che le interpreti e sono forme che nascono e muoiono di continuo.

Daniel Cundari

È un poeta e performer plurilingue, molto apprezzato all'estero: dalla Cina al Messico, dalla Spagna a Cuba, dalla Francia alla Serbia. Originario di Rogliano, piccolo paese in provincia di Cosenza, crea il repentismo cutise, un ambiente immaginativo-espressivo che si basa sul canto d'improvviso, utilizzando il dialetto in funzione di lingua universale della parola e del corpo. È un'energia interna che va interpretata con pochi movimenti esteriori ma con un "vulcano" interiore, giocando con la sottile eleganza della forza. Ospite assiduo dell'Accademia Mondiale della Poesia, si è esibito per la Società Dante Alighieri, l'Ente Boccaccio, l'Istituto Cubano del Libro, l'Istituto Cervantes, il Ministero serbo, la Casa della Cultura di Chiguayante, Salone Internazionale del Libro di Torino, Terra Madre, Salone del Gusto, Casa del Escritor de Bacalar, Universidad de Granada, English Unlimited di Gdansk, UAB Barcelona, Unical, Università Magna Grecia. Ha pubblicato numerosi libri, tra questi: "Istruzioni per distruggere il vento", "Il silenzio dopo l'amore", "Nell'incendio e oltre", "Poesie contro me stesso", "Geografía feroz", "Cacagliùsi", "'Ngilla orba", "Il dolore dell'acqua", "Prótesis del alma", "Poemas para delinquir". Tra i riconoscimenti i premi Lerici Pea, Genil de Literatura, Pericle d'Oro, Premio Metastasio, Premio Roublikon. Dirige la Piccola Biblioteca di Cuti e, negli ultimi anni, ha interpretato il suo repentismo cutise con Gianna Nannini, Alfio Antico, Peppe Servillo e Jérémie Corault. 

Daniele Fabio

Compositore, chitarrista, artista eclettico e mente creativa, svolge un'intensa attività concertistica in Italia e all'estero, sia da solista che con diverse formazioni, e una densa produzione compositiva partecipando a varie produzioni discografiche, editoriali, realizzando colonne sonore, brani inediti, trascrizioni e arrangiamenti per affermati artisti. Nella sua musica, diversi linguaggi sonori, convergono in un unico canale di comunicazione, con influenze che spaziano dalla musica colta occidentale al Flamenco, al Jazz, alla World Music e alla musica elettronica. Svolge Masterclass, Workshop e Laboratori in composizione, arrangiamento, improvvisazione e percorsi di alto perfezionamento. Nella sua ricerca, energia, passione, razionalità ed emozione si rincorrono in un flusso di codici sonori sempre nuovi e mai scontati.

18:30 Teatro Vittoria, Big In Korea – prima nazionale – 60 minuti, drammaturgia Francesco d'Amore e Luciana Maniaci (Maniaci d'Amore); regia Kronoteatro, con Tommaso Bianco e Maurizio Sguotti; disegno luci e responsabile tecnico Alex Nesti; scene e costumi Francesca Marsella; produzione Kronoteatro; coproduzione Teatro Nazionale di Genova con il sostegno di Teatro La Contrada di Trieste - progetto Vettori; durata 60 minuti c.a.

Con questo lavoro Maniaci d'Amore e Kronoteatro esplorano un momento di soglia della vita, quello in cui si è quasi pronti. Quasi pronti a spiccare il volo. Quasi pronti a mollare la presa. Quasi pronti ad entrare nella vita, o a lasciarla. E si chiedono se il territorio del "quasi" possa espandersi all'infinito, fino a coprire tutta la superficie di un'esistenza. Al centro della drammaturgia c'è una relazione sfuggente: quella tra un giovane e il suo vecchio allenatore di calcio. Da trent'anni i due si trovano ogni domenica al campetto del paese. Ma non si allenano. Il loro è un lungo apprendistato teorico aspettando il momento in cui potranno cominciare a giocare. Non è ancora arrivato quel momento, sembra non arrivare mai. In quell'ora di studio il mister e l'allievo favoleggiano insieme del posto in cui andranno, un giorno: la Korea. Lì, a quanto pare, è possibile per un vecchio zoppo e un uomo che ha superato i 35 anni essere considerati ancora idonei per iniziare una carriera. Lì saranno, finalmente, grandi. Così lo sport per loro non è più una pratica, ma un linguaggio puro, una grammatica relazionale, o forse un mondo fantastico che abitano solo loro. Per alcuni il piano concreto della vita è poco più che una gabbia e l'unica chiave per forzarla si trova sul confine della follia. Nel seguire questa storia candida e feroce, ci interroghiamo su certe relazioni inedite e disperate. Perché le persone a volte si uniscono per motivi non lineari. E sul fondo di un rapporto può esserci il bisogno fragile e grandioso di costituire una realtà fittizia, una realtà in cui non esiste il fallimento e neanche la morte. Una realtà che può restare in piedi solo finché viene abitata dal compagno che siede accanto a te sulla panchina.

20:30 Teatro Sybaris; Canto Alle Vite Infinite – prima nazionale – 70 minuti; drammaturgia, regia e interpretazione di Elena Bucci; luci Loredana Oddone; registrazioni, drammaturgia sonora e cura del suono Raffaele Bassetti; assistente all'allestimento Nicoletta Fabbri; scene Nomadea; costumi Marta Benini; grazie a Marco Sgrosso e a Christian Ravaglioli per le sue musiche; produzione Le belle bandiere con il sostegno di Regione Emilia-Romagna, Comune e Teatro Comunale di Russi.

I miei quaderni, il computer, la mia memoria sono affollati di ritratti di persone che mi guardano e chiedono di essere raccontate. Nel corso dei miei viaggi, durante le repliche, quando cammino per strada, non riesco ad esimermi dall'osservare. Cado dentro le vite degli altri fino a perdere me stessa e per uscirne devo scuotermi come da un sogno. Come accadde molti anni fa, quando scrissi lo spettacolo 'Autobiografie di ignoti', ambientato in un bar che somiglia a una nave in partenza per nuovi mondi, all'improvviso mi accorgo di avere accumulato un piccolo patrimonio di drammaturgie che si vanno quasi costruendo da sé. Quando Laura Palmieri mi ha chiesto di registrare in diretta per Radio 3 'Autobiografie di ignoti', nella mitica Sala A di Via Asiago 10, ho scoperto che un bel gruppo di creature si era installato nella mia memoria e voleva affacciarsi al teatro. Ho capito che era il momento di prendermi uno spazio di creazione come quello che mi portò a creare quello spettacolo, che nella sua lunga vita mi ha portato tante appassionate adesioni. Ora le facce, le voci, le vite diventano imperiose e mi chiedono di essere raccontate, vissute, trasformate. Infatti tutto quello che osservo non viene mai restituito come mimesi della realtà, ma le vite si incrociano, si mescolano, così come i volti, gli sguardi, i timbri vocali, il modo di muoversi. La realtà si trasforma in un mondo inventato dove trovano spazio i conflitti di potere, lo scarto tra vocazione e costrizione ad un lavoro non desiderato, gli strazi d'amore, i sogni, le passioni perseguite con tenacia che diventano reali, le vie verso la saggezza o la follia, le ingiustizie e i riscatti, la paura e il coraggio. Come se tutto questo non bastasse, aumenta l'entropia del disegno drammaturgico l'esistenza di un mio archivio audio video di ritratti: un fabbro novantenne che lascia mestiere e bottega senza avere trovato un apprendista, una bambina che non si rassegna a crescere, donne in cerca di identità, uomini dal destino speciale, e frammenti di vite che chiameremmo normali se non ci accorgessimo subito, guardandole da vicino, che normale nessuno lo è, per fortuna, ma meravigliosamente eccezionale, sghembo, storto, sovversivo, nel bene e nel male. Il mio corpo diventa strumento, si allarga e si stringe, diventa di uomo, donna, bambino, invecchia, ringiovanisce. 

Osservo attraverso il teatro il mondo disorientato che mi circonda, i diritti umani che saltano, le guerre che ci inseguono sempre più da vicino, i luoghi del potere abitati da creature che somigliano a bambini lasciati soli, la ricchezza sfrenata di alcuni a prezzo della miseria di molti. Crescono le domande, si moltiplicano le visioni, le vite si fanno infinite, sia nel numero che nella loro permanenza nella mia memoria. Racconto storie piccole ma alludo alla storia grande che ci assale e che di esse è intessuta. Affido al teatro e alle arti, oggi più che mai, il compito di raccontare il presente illuminando i suoi legami con il passato e lanciando luminose visioni del futuro. Qualsiasi cosa accada, siamo la fabbrica dei sogni che potrebbero diventare reali. Raccontando quello che vedo, trasformato dalla mia immaginazione, spero di lasciare intravedere anche quello che ora non so vedere. Attraverso quello che conosco, spero di evocare il mistero di tutte le storie che non conosco, piccole e grandi, che mi arrivano in un sussurro, ancora incomprensibile ma potente, da quel coro di umanità alla quale la voce non si dà mai. Canto alle vite infinite.

Elena Bucci

Biglietti e info: Posto unico: € 10,00; Ridotto (over 65 e under 21): € 5,00; Componi il tuo abbonamento: 3 spettacoli a scelta: € 20,00; 6 spettacoli a scelta: € 45,00 (L'abbonamento è nominale e non trasferibile)

Punti vendita e orari biglietteria: Info e prenotazioni: Cristina Mindicini +39 346 8229975

biglietteria@primaveradeiteatri.it

Per gli spettacoli "Re Pipuzzu fattu a manu" e "Donna di dolori" la prenotazione è obbligatoria

Prevendita presso gli Uffici Primavera dei Teatri: Via Adige, 27 – Castrovillari (CS); Protoconvento Francescano Via S. Francesco d'Assisi 1

Punto informativo Piazza Municipio: Mattina dalle ore 10:00 alle ore 12:00. Pomeriggio dalle ore 17:00 alle ore 19:00


Botteghino: Presso i luoghi di spettacolo, apertura un'ora prima.

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.