Alto Jonio, furti in abitazione: condannato a 7 anni e 8 mesi un 43enne di Cassano
Indagini dei Carabinieri su una serie di colpi tra gennaio e marzo 2025: il Tribunale di Castrovillari riconosce la responsabilità dell’imputato. Resta aperta la strada dell’appello
CASSANO JONIO – Una scia di furti nelle abitazioni dell’Alto Jonio che per mesi aveva alimentato allarme e preoccupazione nei centri costieri trova oggi un primo punto fermo giudiziario. Il Tribunale di Castrovillari ha condannato in primo grado un 43enne di Cassano all’Ionio a sette anni e otto mesi di reclusione, ritenendolo responsabile dei colpi messi a segno tra gennaio e marzo del 2025.
È questo l’esito del procedimento penale scaturito dalle indagini condotte dai Carabinieri della Stazione di Villapiana, coordinate dalla Procura della Repubblica, che già nell’ottobre scorso avevano portato all’esecuzione di una misura cautelare nei confronti dell’uomo.
La serie di colpi nell’Alto Jonio
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’attività criminale si sarebbe concentrata in un arco temporale ben definito, tra l’inizio e la fine dell’inverno 2025, interessando diversi comuni della fascia jonica cosentina: Montegiordano, Roseto Capo Spulico e Villapiana.
Un’azione sistematica, quella contestata, che aveva colpito abitazioni private e che aveva richiesto un lavoro investigativo articolato, fatto di riscontri, raccolta di elementi indiziari e coordinamento costante con l’autorità giudiziaria.
Il processo e la sentenza
Il primo grado di giudizio, celebrato nei giorni scorsi, ha portato il Tribunale di Castrovillari a ritenere sussistenti i gravi indizi di colpevolezza raccolti durante le indagini, trasformatisi poi in prova nel corso del dibattimento.
Da qui la condanna: sette anni e otto mesi di reclusione per il 43enne cassanese, riconosciuto responsabile dei reati a lui contestati.
Le garanzie dell’imputato
Come previsto dall’ordinamento, la sentenza non è definitiva. L’imputato potrà infatti esercitare il diritto di impugnazione e ricorrere in appello, aprendo così una nuova fase del procedimento.
Un passaggio che si inserisce nel solco delle garanzie previste dal sistema giudiziario, a tutela del contraddittorio e del diritto alla difesa.
Un segnale al territorio
La decisione del Tribunale rappresenta, intanto, un segnale importante per un territorio che negli ultimi anni ha più volte fatto i conti con episodi di criminalità predatoria. Un segnale che arriva al termine di un percorso investigativo costruito sul lavoro capillare dell’Arma e sulla tenuta dell’impianto accusatorio in aula.
Una prima risposta giudiziaria, dunque, che prova a chiudere una stagione di furti diffusi, restituendo almeno in parte un senso di sicurezza alle comunità dell’Alto Jonio.