Chiama il 112 per sfuggire alle violenze del compagno, che si scaglia anche contro i poliziotti: arrestato
La donna soccorsa e portata in ospedale, l’uomo finisce ai domiciliari e viene poi condannato a un anno. Nelle stesse ore confermati anche gli arresti dei due responsabili della brutale aggressione nello scalo di Rossano
CORIGLIANO-ROSSANO – Cresce la tensione in città. Negli ultimi giorni, infatti, si sono registrati più episodi di violenza che hanno visto impegnate le forze di polizia nell'azione di contrasto immediato. Nella serata del 14 gennaio, la Polizia di Stato del Commissariato di Corigliano-Rossano ha arrestato in flagranza un cittadino straniero di 46 anni, domiciliato nell’area urbana di Corigliano, con l’accusa di minaccia, violenza e resistenza a pubblico ufficiale, in un contesto riconducibile a presunti maltrattamenti in ambito domestico.
L’operazione scatta dopo una segnalazione al numero unico di emergenza 112: una donna chiede aiuto riferendo di comportamenti violenti da parte del compagno convivente. Quando gli agenti giungono sul posto trovano la donna in strada, visibilmente provata e bisognosa di cure. La vittima viene messa in sicurezza e trasportata in ospedale, mentre i poliziotti si dirigono nell’abitazione dove si trova l’uomo.
Alla vista degli operatori, il 46enne va in escandescenza. Secondo quanto ricostruito, mantiene un atteggiamento ostile, rifiuta inizialmente di fornire le proprie generalità e inizia a minacciare gli agenti. La situazione degenera nel momento in cui, durante le fasi di identificazione, l’uomo sferra un pugno violento verso uno dei poliziotti. Il colpo, diretto al volto, viene evitato, ma l’agente rimane ferito a una mano nel tentativo di difendersi. Seguono spintoni e calci anche contro il secondo operatore.
A quel punto l’uomo viene bloccato e arrestato per violenza, minaccia e resistenza a pubblico ufficiale. Su disposizione della Procura della Repubblica di Castrovillari viene posto agli arresti domiciliari in attesa del giudizio per direttissima.
Nel pomeriggio del 16 gennaio il giudice convalida l’arresto e condanna l’uomo a un anno di reclusione, concedendo la sospensione condizionale della pena. Un provvedimento che si inserisce nel quadro dei procedimenti riconducibili ai reati cosiddetti “da codice rosso”, legati alla tutela delle vittime vulnerabili.
Il precedente: l’aggressione nello scalo di Rossano
Questo episodio si colloca a breve distanza temporale da un altro fatto di cronaca avvenuto in città, già raccontato sulle pagine di Eco dello Jonio (leggi qui). La sera del 15 gennaio, infatti, due cittadini stranieri sono stati arrestati per lesioni aggravate dopo una violenta aggressione ai danni di un loro connazionale all’interno di un esercizio pubblico nello scalo di Rossano.
In quel caso, la vittima era stata trovata a terra, priva di sensi e con gravi ferite al volto e alla testa, colpita con calci, pugni e persino bicchieri di vetro. I due presunti aggressori erano stati rintracciati poco dopo e condotti nel carcere di Castrovillari.
Due vicende diverse, per dinamica e contesto, ma accomunate da un livello di violenza che richiama l’attenzione sull’attività di controllo del territorio e sulla gestione delle situazioni di conflitto, soprattutto quando si consumano tra le mura domestiche o in luoghi pubblici. Le indagini proseguono sotto il coordinamento attento della Procura della Repubblica di Castrovillari, guidata dal dott. Alessandro D'Alessio, con l'obiettivo di dissipare un oggettivo periodo di violenze.