Il treno per Taranto cambia orario, Corigliano-Rossano resta fuori: «Servono bus coordinati»
Dal 26 ottobre il regionale di ritorno partirà da Taranto alle 14.47. Ma i pendolari della terza città della Calabria rischiano di restare a piedi: chiedono collegamenti sostitutivi da Corigliano-Rossano e coincidenze garantite
CORIGLIANO-ROSSANO – Il treno per Taranto cambia orario. Ma chi parte da Corigliano-Rossano, mentre la ferrovia jonica è interrotta, continua a chiedersi come arrivare in tempo a prenderlo. È la contestazione affidata a una lettera inviata alla redazione da un gruppo di pendolari diretti ogni giorno in Puglia: «Treni Cosenza-Taranto a misura di viaggiatore? Ma quale viaggiatore?».
La rimodulazione annunciata dalla Regione sposta dal 26 ottobre la partenza del regionale R7722 da Taranto alle 14.47, rispetto alle 14.08. L’andata è già stata anticipata: il treno R7712 parte da Cosenza alle 4.28 e consente di raggiungere Taranto entro le 7.30. Per la Regione, l’adeguamento rende il collegamento più funzionale a chi viaggia per lavoro o studio.
Ma la lettera sposta il focus dagli orari del treno all’accessibilità del servizio. I pendolari denunciano che Corigliano-Rossano, pur essendo il principale bacino di utenza della fascia ionica, resta esclusa dal collegamento diretto e chiede che i bus sostitutivi partano dalla città e siano coordinati con le corse ferroviarie a Sibari. «Non si può condannare all’isolamento un’intera città perché i cantieri non finiscono mai», scrivono.
La protesta si inserisce in una vicenda che dura da anni. I lavori di ammodernamento ed elettrificazione della linea jonica sono partiti nel 2018; oggi la tratta Sibari-Crotone è nuovamente interrotta, con cancellazioni e corse regionali sostituite dagli autobus fino al 12 dicembre. RFI sta lavorando su ponti, sistema ERTMS e infrastrutture per la trazione elettrica.
La linea era stata riaperta il 1° luglio, dopo una lunga sospensione, ma i treni sono tornati a fermarsi con la ripresa dei cantieri a settembre. Per chi viaggia ogni giorno, la modernizzazione resta così una promessa futura; nel presente ci sono autobus, tempi più lunghi e coincidenze che possono saltare. Anche gli orari dei mezzi sostitutivi presentano lacune che penalizzano pendolari e studenti.
E sono proprio i pendolari a chiedere oggi di non fermare i lavori, ma di non pagare da soli il prezzo dell’interruzione. La loro richiesta è rivolta alla Regione, a RFI e a Trenitalia: convocare un tavolo e predisporre collegamenti sostitutivi che partano da Corigliano-Rossano e permettano di raggiungere le coincidenze. Il nuovo orario può migliorare il viaggio per chi riesce a salire sul treno. Resta da risolvere il problema di chi, dalla città, rischia di non arrivare nemmeno alla stazione.