Cammino di San Nilo a Rossano, Lavia: «Oltre il campanilismo, serve un progetto unitario »
La proposta dopo il dibattito: un incontro pubblico, un gruppo di lavoro e una raccolta fondi. All’Amministrazione comunale si chiede un sostegno concreto
CORIGLIANO-ROSSANO – «Superiamo gli steccati del passato. Sediamoci allo stesso tavolo». È questo il cuore dell’appello rivolto da Flaviano Lavia alle associazioni, agli storici, ai camminatori, agli operatori culturali, ai cittadini e all’Amministrazione comunale di Corigliano-Rossano per costruire un progetto condiviso attorno al Cammino di San Nilo.
La nota interviene nel dibattito riaperto dalla presa di posizione del professor Gennaro Mercogliano e richiama il legame profondo tra il santo e la città: «Rossano è la sua culla, il luogo della sua nascita e della sua prima formazione spirituale». Un legame che, secondo l’appello, deve tradursi in un impegno concreto, capace di riunire le energie del territorio.
«Davanti al successo delle iniziative altrui (leggi qui la replica) la tentazione del rimpianto o della critica è forte. Ma la storia non si rivendica con le lamentele: si scrive con i passi», osserva Lavia. Da qui l’invito a superare le contrapposizioni che ostacolano la collaborazione: «Le divisioni, le antipatie personali e i personalismi che troppo spesso frammentano le energie del nostro territorio stanno creando uno stallo ingiustificato».
Nella riflessione trova spazio anche una posizione critica verso una valorizzazione dei cammini percepita come operazione commerciale. Al centro della proposta resta la volontà di promuovere i luoghi attraverso la conoscenza diretta e il legame con la comunità: «Tanti amici con cui condividiamo la bellezza del nostro territorio, promuovendolo solo per il piacere e per l’amore che ci lega a questo territorio».
Il punto di partenza è il lavoro già svolto. «Noi non partiamo da zero», dice, ripercorrendo alcune esperienze maturate negli anni. «Già nel 2017 fui incaricato dal PNS di tracciare insieme all’amico Mimmo Flotta il Cammino Unesco», ricorda l’autore, citando il coinvolgimento degli amici e colleghi del Club Trekking, oggi gruppo CAI, Lorenzo Cara e Luigi Arcovio. Successivamente, ancora insieme a Domenico Flotta, il lavoro ha riguardato la realizzazione di otto tappe del Cammino Basiliano.
L’appello ricorda poi le collaborazioni in corso: «Con Nilo Domanico da tempo stiamo collaborando nell’individuare il tracciato migliore per il cammino», sottolineando anche il contributo del professor Russo, conoscitore del territorio del Mercure.
Tra le persone citate figura Tonino Caracciolo, descritto come «appassionato da sempre e con competenze storico-professionali indiscutibili», con il quale l’autore ricorda di aver realizzato, insieme a Giuseppe Zangaro, un libro sul territorio. Un riconoscimento viene rivolto inoltre al professor Mercogliano, che «si spende da tempo nello studio e nella divulgazione dell’opera niliana», e ai tanti amici e alle associazioni che costituiscono «un patrimonio umano invidiabile».
Competenze che, nella prospettiva dell’appello, devono trovare un terreno comune: «Abbiamo le competenze tecniche, la conoscenza dei sentieri e il rigore storico per dare a Rossano ciò che le spetta. Ma un cammino non è una proprietà privata: è un bene comune. Funziona solo se diventa il cammino di un’intera comunità».
Per passare dalla proposta alla realizzazione viene chiamata in causa l’Amministrazione comunale. «Chiediamo un patrocinio attivo, una sponda istituzionale e un supporto logistico per dialogare con i partner nazionali e le regioni vicine», si legge nella nota.
Accanto al sostegno istituzionale, viene affrontato il tema delle risorse necessarie per segnaletica, mappatura digitale e promozione. «Siamo pronti a lanciare e coordinare una raccolta fondi volontaria e diffusa», annuncia l’autore, indicando nel crowdfunding uno strumento per coinvolgere direttamente la cittadinanza. «Quando una comunità crede in un progetto, lo sostiene anche economicamente in prima persona, rendendolo libero, partecipato e trasparente».
La proposta conclusiva è quella di convocare un primo tavolo aperto, con il coinvolgimento delle istituzioni comunali, per favorire la partecipazione e costituire un gruppo di lavoro. L’invito riguarda associazioni storiche, guide escursionistiche, comitati e rappresentanti istituzionali, chiamati a «unire le competenze».
«Mettiamo da parte ciò che ci divide e concentriamoci su ciò che ci unisce: la figura di Nilo e il futuro culturale ed economico della nostra città», è l’esortazione che accompagna la richiesta di un incontro. A chiudere, una frase che sintetizza il senso dell’iniziativa: «Rossano ha la storia, ora ha bisogno della stoffa di chi sa camminare insieme».