Dopo le proteste la "sorpresa" sugli scaffali: aumenti vertiginosi. Anche i commercianti sul piede di guerra
Le attività commerciali si sono rifornite, ma la tensione sui prezzi continua. Oggi alle 15 i negozianti di Viale Regina Margherita e Via Nazionale si incontrano allo Scalo contro il carovita e a sostegno di agricoltori, famiglie e imprese
CORIGLIANO-ROSSANO – Dopo le proteste delle ultime settimane, le merci sono tornate sugli scaffali, ma la spesa non è più quella di prima. Stamattina, in un esercizio commerciale di Corigliano-Rossano, un chilo di pomodori costava 7,80 euro. Una cifra allucinante, certo per un prodotto ormai fuori stagione ma ingiustificabile nel costo. È un riscontro puntuale, non un prezzo medio del territorio e dà la misura di una tensione che, dopo una settimana di blocchi e disagi nei trasporti, i consumatori incontrano ormai direttamente al banco.
Il fermo di autotrasportatori e agricoltori è stato temporaneamente sospeso. La filiera, però, non si rimette in moto con la stessa rapidità con cui si riapre una strada. Le difficoltà di approvvigionamento e i rincari dell’ortofrutta, infatti, erano già stati segnalati nei giorni scorsi. Primi segnali che qualcosa stava cambiando e che le contestazioni non hanno fatto altro che accelerare verso il baratro.
I listini all’ingrosso aiutano a capire la pressione sulla filiera, pur non coincidendo con i prezzi pagati dai consumatori. Il 16 ottobre, giorno in cui è iniziata la protesta degli autotrasportatori e non si vivevano ancora i disagi degli scaffali vuoti, la Borsa della Spesa di BMTI e Italmercati indicava i datterini oltre i 7 euro al chilo e ciliegini e Piccadilly sopra i 5. Al Centro Agroalimentare di Roma, nei giorni successivi, alcune varietà di pomodori siciliani hanno addirittura superato i 5 euro all’ingrosso e per i datterini rossi sono state segnalate quotazioni fino a 7,50 euro. E questo solo per rimanere nell'ambito dei pomodori, alimento di uso comune di cui abbiamo avuto riscontro diretto proprio stamani.
Il prezzo trovato a Corigliano-Rossano certamente non basta, da solo, a stabilire dove si sia formato l’aumento né a puntare il dito contro chi vende. I negozianti sono anche esposti ai rincari d’acquisto, alla disponibilità irregolare e ai costi per rifornire i banchi. Per capire eventuali anomalie servono confronti puntuali tra prezzi all’origine, all’ingrosso e al dettaglio.
È proprio su questo sfondo oggi alle 15, in piazza Bernardino Le Fosse a Rossano, si incontreranno i commercianti di Viale Regina Margherita e di Via Nazionale. L’obiettivo è confrontarsi e decidere se promuovere una manifestazione contro il carovita, coinvolgendo anche agricoltori, cittadini, imprese e operatori dell’intero territorio. L’invito è aperto alla cittadinanza.
La protesta dei blocchi si è fermata, dunque, ma il disagio resta.Anche perché la crisi vera, totale adesso è entrata nella spesa quotidiana.