Trebisacce, il Sud nel calice: torna il Wine Festival Art la kermesse del patron Francesco Pingitore
Il 16 agosto al Miramare Palace Hotel la tredicesima edizione della rassegna con degustazioni, arte e vignette per raccontare i vitigni autoctoni del Mezzogiorno
TREBISACCE – Il vino come racconto del territorio, ma anche come materia d’arte, cultura e incontro. Torna domenica 16 agosto, al Miramare Palace Hotel di Trebisacce, il Wine Festival Art, manifestazione arrivata alla tredicesima edizione e diventata negli anni uno degli appuntamenti dedicati al vino più longevi dell’Alto Ionio.
La formula resta quella che ne ha costruito l’identità: mettere insieme cantine, vitigni autoctoni e creatività artistica, trasformando la degustazione in un viaggio attraverso territori e tradizioni del Sud Italia.
Saranno rappresentate otto regioni: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Lazio, Puglia, Sardegna e Sicilia, con cantine chiamate a presentare al pubblico le proprie etichette e a raccontare storie produttive, vitigni e territori.
Particolarmente significativa la presenza calabrese, con produzioni provenienti dal Cirò, dal Pollino, dall’Alto Ionio, dalla Valle del Crati, dalla Val di Neto e dal Savuto, accanto alle etichette delle altre regioni meridionali.
L’appuntamento prenderà il via alle 18 e non sarà soltanto una rassegna enologica. Il tema scelto dal direttore artistico Francesco Pingitore continua infatti a essere quello sintetizzato nello slogan “Il vino nell’arte, l’arte nel vino”: degustazioni guidate affiancate da una mostra di pittura e da un’esposizione di vignette dedicate al rapporto tra vino e giornali.
Tra le cantine annunciate figurano, tra le altre, Nestore Bosco, Cantina Fuschi, Di Fuccio, Cantina del Quarancio, Ippolito 1845, Akra, Tenuta del Castello, La Pizzuta del Principe, Tenuta Paradiso, Villa Matilde Avallone, Laura De Vito, Sorrentino Vini, Solis Terrae, Varvaglione e Marchese delle Saline.
Una geografia del vino che da Trebisacce prova così a raccontare una parte consistente del Mezzogiorno attraverso ciò che nasce dalla terra. E per una sera il calice diventa il punto d’incontro tra agricoltura, cultura e identità.