Da Marcinelle ai cantieri di oggi: torna la Festa dei Minatori
Il 13 agosto Serricella di Acri ospita la prima delle due tappe calabresi promosse dalla Fillea Cgil. A settant’anni dalla tragedia belga, il sindacato riporta al centro sicurezza e grandi opere
ACRI – Settant’anni dopo Marcinelle, il minatore non appartiene soltanto alle fotografie in bianco e nero dell’emigrazione italiana. Migliaia di lavoratori continuano ancora oggi a entrare nelle gallerie, scavare montagne e costruire quelle infrastrutture sulle quali viaggia il Paese. È da questo filo che unisce memoria e presente che giovedì 13 agosto torna a Serricella di Acri la Festa dei Minatori, promossa dalla Fillea Cgil nazionale insieme alla Fillea Cgil Calabria.
La tappa cosentina fa parte della “Strada dei Minatori – Tra passato e futuro” e precederà l’appuntamento di domenica 16 agosto a Pagliarelle di Petilia Policastro. Due comunità calabresi legate profondamente a generazioni di uomini partiti per lavorare nelle miniere e nei grandi cantieri italiani ed europei, chiamate quest’anno a ricordare anche il 70esimo anniversario della tragedia di Marcinelle.
«Molti ignorano che esistono ancora migliaia di minatori edili che scavano e contribuiscono al progresso e allo sviluppo del Paese», sottolinea Antonio Di Franco, segretario generale della Fillea Cgil nazionale. Per il sindacato il punto non è quindi soltanto commemorare chi non è tornato a casa, ma riconoscere il valore di chi questo lavoro continua a farlo. Di Franco rilancia anche due rivendicazioni: l’uscita anticipata dal lavoro per i minatori e il ripristino della disoccupazione speciale per gli addetti alle grandi opere.
A Serricella il confronto entrerà direttamente nell’attualità dei cantieri. Dopo la Messa delle 17 e i saluti istituzionali, alle 19 è prevista la tavola rotonda “Lavoro, infrastrutture, salute e sicurezza”, alla quale parteciperanno, tra gli altri, il segretario generale della Fillea Calabria Simone Celebre, il presidente di Ance Calabria Roberto Rugna, l’amministratore delegato del Consorzio Sirio Webuild Salvatore Lieto, il capo compartimento Anas Calabria Luigi Mupo e il presidente della Provincia di Cosenza Biagio Faragalli. Le conclusioni saranno affidate a Di Franco.
Per Celebre queste giornate sono «molto più di una ricorrenza celebrativa». Il ricordo delle generazioni che hanno lavorato «nelle viscere della terra» deve tradursi, sostiene, in una battaglia quotidiana sulla sicurezza: controlli più forti nei cantieri, formazione continua, appalti trasparenti e piena applicazione dei contratti collettivi. Un messaggio particolarmente attuale in una Calabria attraversata da grandi opere infrastrutturali e nella quale, ribadisce la Fillea, la velocità dei lavori non può prevalere sulla tutela di chi quei lavori materialmente li realizza.
La giornata di Acri si chiuderà con la consegna delle borse di studio in memoria dei caduti sul lavoro e, dalle 21, con lo spettacolo degli Arteteca e la musica degli Amici della Taranta. Domenica la “Strada dei Minatori” proseguirà a Pagliarelle, dove tra i temi della serata ci sarà anche un confronto sul progetto della nuova SS106 Catanzaro-Crotone.
La memoria, dunque, resta il punto di partenza. Ma la Festa dei Minatori prova soprattutto a riportare alla luce uomini che spesso lavorano lontano dai riflettori: quelli che continuano a entrare nelle montagne perché fuori possano nascere strade, ferrovie e gallerie.