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Crati, finalmente partiti i lavori sugli argini: dopo l’esondazione di febbraio si apre il cantiere atteso da anni

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CORIGLIANO-ROSSANO – Questa volta il cantiere si è mosso davvero. Dopo mesi di attese, sopralluoghi, allarmi, polemiche e sollecitazioni istituzionali, questa mattina sono finalmente iniziati i lavori di consolidamento degli argini del Crati, nel tratto più delicato della sua foce, quello che attraversa una delle aree più vulnerabili della Sibaritide: Thurio, Ministalla e Foggia.

Una notizia attesa da anni. Perché il Crati, da queste parti, non è soltanto un fiume. È una linea di confine tra sicurezza e paura, tra campi coltivati e acqua che avanza, tra abitazioni esposte, aziende agricole, patrimonio archeologico e un territorio che conosce fin troppo bene cosa significhi vivere con gli argini fragili.

L’avvio dei lavori arriva dopo l’esondazione dell’inverno scorso, quando la piena del Crati aveva riaperto con violenza una ferita mai davvero rimarginata. A febbraio, il fiume aveva superato e rotto gli argini nel tratto di foce, allagando aree agricole, contrade e porzioni di territorio tra Corigliano-Rossano e Cassano all’Ionio. A sud erano state colpite le zone di Thurio, Ministalla e Foggia; a nord l’acqua aveva raggiunto anche l’area archeologica di Sibari e i Laghi di Sibari.

Fu una notte e poi una giornata di paura, interventi, soccorsi, volontari, aziende sommerse e cittadini costretti a fare i conti con l’ennesima dimostrazione di una vulnerabilità nota. Il Crati non aveva sorpreso nessuno. Aveva soltanto confermato ciò che da tempo amministratori, residenti, agricoltori e osservatori del territorio ripetevano: quel tratto era una bomba a orologeria.

Gli interventi di messa in sicurezza degli argini del Crati nel tratto di foce, in realtàè, sono attesi da anni. La necessità di consolidare i punti più fragili, rafforzare le difese, ripristinare la funzionalità idraulica e garantire una manutenzione seria del corso d’acqua era stata più volte segnalata. A monitorare costantemente questa situazione è anche il Comitato “I Guardiani del Crati”, presieduto da Mario Oliveto e composto da tanti cittadino, che negli anni ha mantenuto alta l’attenzione sullo stato del fiume e sulle criticità degli argini.

Già nei mesi precedenti l’esondazione era emerso il tema dei lavori consegnati ma non ancora realmente partiti. Un’attesa che aveva alimentato preoccupazione e rabbia, soprattutto nelle comunità più esposte, dove ogni pioggia intensa riaccendeva il timore di una nuova piena.

Poi è arrivato febbraio. E dopo febbraio nessuno ha più potuto trattare la questione come una pratica tecnica da rinviare.

Nelle settimane successive, la vicenda è finita anche sotto la lente della magistratura. La Procura di Castrovillari ha avviato accertamenti per ricostruire il quadro complessivo: manutenzione degli argini, lavori programmati, gestione della diga di Tarsia, aree golenali, eventuali omissioni, ritardi o criticità nella prevenzione. Un’inchiesta che ha acceso ulteriormente i riflettori su una delle partite più delicate della sicurezza idrogeologica nella Sibaritide.

Il cantiere partito questa mattina, dunque, non è un intervento qualunque. È il primo segnale concreto dopo una lunga stagione di allarmi. È la risposta, almeno iniziale, a una domanda che il territorio poneva da troppo tempo: quando si sarebbe passati dalle carte agli argini, dalle conferenze ai mezzi meccanici, dai sopralluoghi ai lavori veri?

L’intervento riguarda il consolidamento dei tratti più esposti, con l’obiettivo di rafforzare la tenuta degli argini e ridurre il rischio di nuove rotture in caso di piena. È una fase fondamentale, ma non può essere considerata da sola la soluzione definitiva di un problema che resta strutturale.

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.