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Zero treni, pochi voli e strade al collasso: costa jonica verso un'estate 2026 drammatica

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CORIGLIANO-ROSSANO – Se qualcuno cercava il modo più efficace per complicare la vita a un territorio già fragile come la Calabria del nord-est, eccolo servito: zero treni, pochi aerei, strade al collasso. È così che la prossima estate si prospetta ad altissimo rischio per l'intera fascia jonica che va da Sibari a Crotone.

Perché mentre sulla carta si parla di modernizzazione – elettrificazione della linea ferroviaria, sistema ERTMS, upgrade tecnologico – nella realtà quotidiana succede altro: la tratta Sibari–Crotone resta un cantiere aperto ormai dal 2018 (se li avessero costruiti da capo quei 112 km di binario che separano Sibari da Crotone avrebbero fatto prima!). E non un cantiere qualunque. Parliamo di interventi pesanti, strutturali, che solo ora stanno entrando nella fase più critica. Perché proprio in questi giorni si sta lavorando alla sostituzione delle traverse di ponti e viadotti, insieme ad adeguamenti diffusi lungo la linea. Insomma, un'opera complessa che - almeno per ora - sembra essere incompatibile con una riapertura nel breve periodo.

Il risultato è semplice e brutale: nell’estate 2026, salvo sorprese oggi difficili da immaginare, i treni non passeranno.

Un problema che influirà inevitabilmente sull'economia reale. Perché l’estate scorsa, quella del 2025, la riapertura della linea ferroviaria aveva rappresentato una boccata d’ossigeno. Non solo simbolica ma concreta. Flussi turistici regionali ed extraregionali tornati a muoversi lungo la jonica hanno controbuito a rendere i villaggi turistici più accessibili dal turismo di massa. Lo stesso Acquapark Odissea 2000 agganciato alla mobilità ferroviaria ha possibilità di intercettare fette di visitatori provenienti da Basilicata, Puglia e centro-bassa Calabria. E - dicevamo - stiamo parlando di economia vera, reale, quella che durante la stagione estiva genera un aumento di PIL rilevante per la realtà locale. 

Quest’anno, invece, il rischio di una retrocessione è reale e concreto.

E come se non bastasse, il fronte aereo non offre garanzie. La crisi energetica legata al Golfo e al nodo del carburante sta già imponendo una razionalizzazione delle rotte. In questo scenario, gli aeroporti periferici sono i primi a pagare. E per questa parte di Calabria il segnale è chiarissimo: Crotone è lo scalo più esposto. Meno voli, meno frequenze, meno possibilità di ingresso.

Resta la strada. La Statale 106. Che però non è una soluzione per certi casi, anzi, è un'aggravante. Già oggi, senza picchi turistici, è una direttrice fragile. In estate diventa un imbuto: traffico congestionato, tempi incerti, sicurezza precaria. E con meno treni e meno aerei, quella pressione è destinata ad aumentare.

Tre indizi fanno una prova. Niente ferrovia, pochi voli, strade in affanno. Insomma, una combo morale che rischia di produrre un effetto devastante proprio nel momento in cui il territorio dovrebbe capitalizzare sulla stagione estiva. Perché qui, lo ricordiamo ancora, il turismo è economia reale, è ossigeno per imprese, lavoratori, servizi.

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.