Trebisacce, i vandali tornano ma la città risponde: riparata ancora la “E” di “I love Trebisacce”
Nuovo danneggiamento sul lungomare a quattro mesi dal primo episodio. Intervento immediato di Webuild, impegnata nei cantieri della SS106: in campo ancora la squadra guidata dall’ingegnere Salvatore Lieto
TREBISACCE - I vandali tornano, ma trovano una città che non arretra. A distanza di appena quattro mesi dal precedente episodio, la scritta “I love Trebisacce” sul lungomare è stata nuovamente presa di mira, con la distruzione - ancora una volta - della lettera “E”. Un gesto che si ripete, ma che ancora una volta dura poche ore.
Già nelle prime ore di questa mattina, infatti, la struttura è stata ripristinata. A intervenire sono stati gli operai di Webuild – Sirjo S.c.p.A., la grande società di costruzioni impegnata nella realizzazione del terzo megalotto della Statale 106 Sibari-Roseto e che a breve avvierà anche i lavori di ammodernamento della tratta Sibari-Corigliano-Rossano.
Un intervento rapido, senza clamore, che ha restituito subito decoro a uno dei simboli più fotografati della città. Un gesto che si inserisce in una continuità già vista lo scorso 5 gennaio, quando la stessa lettera era stata danneggiata e rimessa al suo posto con la stessa tempestività.
A coordinare le attività sul territorio è ancora una volta la struttura guidata dall’ingegnere Salvatore Lieto, figura di riferimento di un cantiere che, oltre all’impatto infrastrutturale, continua a dimostrare una presenza concreta anche nel tessuto sociale delle comunità attraversate.
Ma in tutta questa storia c'è un messaggio di fondo che fa davvero clamore ed è quello che lancia la resilienza civica. il vandalismo colpisce, ma non lascia segni duraturi. Ogni episodio trova una risposta immediata, concreta, operativa. Non dichiarazioni, ma azioni.
Resta il lavoro delle forze dell’ordine per individuare i responsabili, anche attraverso le immagini delle telecamere di sorveglianza. Ma, ancora una volta, il messaggio più forte arriva da altro. Arriva da una comunità che non si abitua all’incuria. E da una realtà industriale che, pur impegnata in una delle più grandi opere infrastrutturali del Mezzogiorno, sceglie di intervenire anche su ciò che riguarda la vita quotidiana dei territori.
A Trebisacce la “E” torna sempre al suo posto. E con essa, ogni volta, torna anche un’idea che dovrebbe diventare regola: il senso civico può essere più veloce del vandalismo. E così è.