“Terrae Magna Grecia”, nasce la rete di 40 Comuni: Stasi presidente. Ma scoppia il caso Cariati
Ufficializzato il progetto turistico intercomunale e la roadmap 2027. Il gruppo Lampare attacca: «Assenza del sindaco Minò grave, occasione persa per il territorio»
CORIGLIANO-ROSSANO – Nasce ufficialmente la rete turistica “Terrae Magna Grecia”, il progetto che unisce oltre 40 Comuni della Sibaritide-Pollino in una strategia condivisa di sviluppo territoriale. L’assemblea costitutiva, tenutasi il 20 aprile, ha segnato l’avvio operativo di un’iniziativa che punta a mettere a sistema risorse culturali, storiche e paesaggistiche di un’area vasta di circa 200 mila abitanti.
Nel corso dell’incontro è stato eletto all’unanimità come primo presidente il sindaco di Corigliano-Rossano, Flavio Stasi. La governance sarà affiancata da un consiglio direttivo rappresentativo delle diverse aree del territorio, dall’Alto Jonio alla Sila Greca, dall’Arberia alla Valle dell’Esaro.
Presentati anche il logo ufficiale e la “Roadmap 2027”, il piano strategico che nei prossimi tre anni punta a rendere il territorio una destinazione turistica competitiva su scala nazionale e internazionale, attraverso strumenti concreti come un cartellone unico degli eventi e una maggiore integrazione tra costa e aree interne.
L’obiettivo dichiarato è superare i confini amministrativi e costruire una visione unitaria, trasformando la rete in uno strumento di cooperazione istituzionale e, come emerso durante il dibattito, in un vero e proprio modello di “geopolitica territoriale” capace di incidere anche sulle scelte infrastrutturali e di pianificazione.
Ma mentre da un lato si celebra la nascita della rete, dall’altro si apre subito un fronte politico polemico, molto polemico. A sollevarlo è il gruppo consiliare “Lampare” di Cariati, che definisce «grave» l’assenza del proprio Comune all’assemblea costitutiva.
«Non si tratta di una semplice mancata partecipazione – si legge nella nota – ma di un segnale di disattenzione istituzionale e assenza di visione». Il gruppo evidenzia come Cariati non fosse rappresentata da alcun esponente, né politico né delegato, sottolineando il peso di una scelta che arriva proprio nel momento in cui altri territori costruiscono sinergie.
Secondo Lampare, l’assenza rappresenta «un’occasione persa» in un contesto in cui il turismo si costruisce attraverso la partecipazione ai processi e la condivisione delle strategie. «Chi si chiama fuori – si legge – lascia indietro la propria comunità».
Da qui la richiesta di chiarimenti all’amministrazione comunale: «È legittimo chiedersi dove fosse il Comune di Cariati mentre si discuteva del futuro turistico del territorio». C'è da dire, però, che negli stessi gioni, proprio il primo cittadino di Cariati, Cataldo Minò, in qualità del Galpesca Calabria ha partecipato insieme alla delegazione italiana del Ministero dell'Agricoltura, al Global Seafood, a Barcellona, una delle più grandi fiere dedicate al commercio dei prodotti ittici. Certo, avrebbe potuto mandare un delegato.

La nascita di “Terrae Magna Grecia” segna dunque un passaggio rilevante per l’assetto territoriale e turistico della Sibaritide-Pollino, ma allo stesso tempo apre già le prime fratture politiche su partecipazione e rappresentanza.
Nelle prossime settimane sarà formalizzata la composizione del direttivo, mentre la rete resta aperta all’adesione di ulteriori Comuni e al coinvolgimento del settore privato. Un percorso che si presenta ambizioso, ma che dovrà ora misurarsi con la capacità reale di tenere insieme territori, visioni e responsabilità.