9 ore fa:Cantinella, incendio devasta tetto e impianto fotovoltaico: bruciati quasi 70 pannelli
17 ore fa:Poste, per Castrovillari il dado è tratto: dal 1° ottobre sparisce la Direzione di Filiale
18 ore fa:Tragedia a Vibo Marina, muore Domenico Campana: il 30enne era di Mirto Crosia
17 ore fa:La Palinuro davanti a Trebisacce per il centenario di San Rocco
Ieri:Acqua agli agricoltori, il Consorzio rompe il silenzio: «Due pompe ko». Ora arrivano lavori e nuova pompa
Ieri:Morti sul lavoro, l’allarme UIL: «In Calabria più di una vittima ogni 15 giorni. E la prevenzione resta ferma»
Ieri:Castrovillari, bagni pubblici nel mirino dei vandali. Civicamente: «Così non si può andare avanti»
Ieri:TaranTarsia diventa maggiorenne e invade il borgo: tre giorni tra radici, diritti e musiche dal mondo
Ieri:Castrovillari, Comune e Fondazione antiusura insieme: un argine a debiti e fragilità economiche
19 ore fa:Emodinamica, Stasi torna all’attacco: «Prima era “Sì”, ora è “No”. L’itinerante non cancella lo scippo»

Sanità calabrese in affanno: cresce la migrazione dei pazienti. Rago (Pd): «Servono investimenti»

2 minuti di lettura

SAN LORENZO BELLIZZI - Ogni anno centinaia di milioni di euro seguono i pazienti che scelgono – o sono costretti – a curarsi fuori regione, raccontando una realtà che va ben oltre i numeri: quella di un diritto alla salute sempre più difficile da esercitare vicino casa.

È in questo contesto che si inserisce l’allarme lanciato da Francesco Rago, segretario del Partito Democratico e consigliere comunale di San Lorenzo Bellizzi, che evidenzia le criticità strutturali del sistema sanitario calabrese e richiama l’urgenza di interventi concreti per invertire una tendenza ormai consolidata.

«La Calabria - dice - continua a registrare un dato estremamente preoccupante: la migrazione sanitaria verso altre regioni incide per circa 326 milioni di euro annui, collocando il nostro territorio in ultima posizione in questa “classifica”. Un fenomeno che, negli ultimi anni, ha mostrato un ulteriore incremento, con conseguenze pesanti sia sul piano economico che su quello sociale per i cittadini Calabresi. Dietro questi numeri non ci sono solo dati, ma persone costrette a spostarsi per curarsi, affrontando disagi, costi e distanze spesso in condizioni di salute già compromesse, che incidono profondamente sulla qualità della vita. Alla base di questa situazione vi è, tra le principali cause, la carenza di strutture adeguate, tecnologie moderne e condizioni operative che consentano ai professionisti sanitari di lavorare al meglio delle proprie competenze».

«Troppo spesso, infatti, medici e operatori si trovano a operare in contesti che limitano le loro potenzialità e rendono difficile anche lo sviluppo di attività di ricerca e innovazione. Investire in infrastrutture sanitarie, dotazioni tecnologiche e percorsi di ricerca non rappresenta soltanto una risposta ai bisogni dei cittadini, ma può diventare una leva strategica per invertire questa tendenza, rendendo la Calabria nuovamente attrattiva anche per quei professionisti calabresi che oggi lavorano fuori regione».

«Accanto a questo quadro, non si può non richiamare l’attenzione - ha aggiunto -  sulle condizioni della sanità nelle aree interne. In questi territori, già segnati da spopolamento e carenza di servizi, il diritto alla salute è sempre più difficile da garantire. I cittadini sono spesso costretti a percorrere lunghe distanze per accedere a visite specialistiche o a strutture adeguate, con tempi di attesa e difficoltà logistiche che incidono concretamente sulla vita quotidiana, alimentando un diffuso senso di insicurezza rispetto alla possibilità di ricevere cure tempestive. Le aree interne subiscono in maniera più evidente gli effetti di una programmazione sanitaria distante dai reali bisogni del territorio. La riduzione dei presidi, la carenza di personale e le difficoltà nel garantire continuità assistenziale rendono necessari interventi urgenti e mirati, a partire dal rafforzamento della medicina territoriale e dal potenziamento dei servizi di emergenza-urgenza. Un’ulteriore criticità riguarda la medicina di base».

«Oggi - osserva - è sempre più difficile trovare medici di medicina generale disponibili a operare nei piccoli comuni delle aree interne, lasciando intere comunità prive di un riferimento sanitario essenziale. Su questo punto è necessario un cambio di passo deciso. La politica deve intervenire affinché il sistema della medicina territoriale risponda in modo più efficace ai bisogni reali delle comunità, rafforzando il ruolo delle ASP nella programmazione e nell’organizzazione dei servizi».

«È indispensabile prevedere meccanismi che garantiscano una presenza effettiva dei medici di medicina generale anche nei territori più disagiati e meno “attrattivi”, superando le attuali criticità del modello e assicurando una distribuzione più equa sul territorio. Garantire il medico di base non può essere lasciato al caso o alla sola disponibilità individuale, ma deve diventare una priorità del sistema sanitario. Ridurre la migrazione sanitaria, rafforzare i servizi nelle aree interne e garantire una presenza capillare della medicina di base sono sfide diverse ma strettamente connesse, che richiedono una visione chiara e un impegno concreto. Garantire il diritto alla salute - conclude - significa garantire dignità e futuro alle comunità calabresi». 

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.