La Madonna della Neve attraversa il mare e unisce le due coste della città
Centinaia di imbarcazioni hanno seguito il simulacro da Schiavonea fino a Lido Sant’Angelo. Sullo sfondo la Torre Stellata e la chiesa della Madonna Stella del Mare: un colpo d’occhio capace di trasformare il mare in una grande strada di fede
CORIGLIANO-ROSSANO - Per qualche ora il mare non ha separato nulla. È diventato una strada, una piazza mobile, un filo azzurro capace di tenere insieme Schiavonea e Sant’Angelo, la marineria coriglianese e la costa rossanese, due devozioni e un’unica città affacciata sullo stesso orizzonte.
La tradizionale processione della Madonna della Neve si sta svolgendo regolarmente in queste ore, accompagnata da una piccola burrasce estiva e da un lungo corteo di pescherecci, barche da diporto e piccole imbarcazioni cariche di famiglie e fedeli.
Il simulacro della Vergine è stato imbarcato intorno alle 16 sul peschereccio Grecale. Davanti, le prue della marineria di Schiavonea; tutt’attorno, decine di barche disposte quasi a formare una corona sull’acqua. Dietro, la costa che lentamente cambiava prospettiva, mentre la processione si spingeva verso levante.
Il colpo d’occhio è stato quello delle grandi occasioni. Le imbarcazioni hanno attraversato il tratto di mare antistante il lunghissimo litorale cittadino fino a raggiungere le sponde di Lido Sant’Angelo, in direzione della Torre Stellata e della chiesa dedicata alla Madonna Stella del Mare.
Un incontro soltanto ideale, eppure fortemente simbolico. Proprio nello scorso fine settimana, infatti, Sant’Angelo aveva celebrato la propria ricorrenza mariana. Oggi, pochi giorni dopo, la Madonna della Neve è arrivata dal mare quasi a ricongiungere le due estremità della costa, trasformando la processione in un passaggio di fede da una sponda all’altra del comune unico.
Non è stata soltanto una festa religiosa. È stato il racconto visibile di una città che, almeno per un pomeriggio, ha messo da parte i suoi campanilismi e le distanze sulla terra e ha scelto di guardarsi dal mare.
Da quella prospettiva Schiavonea e Sant’Angelo non sembrano periferie separate, ma approdi della stessa comunità. Il peschereccio che porta la Madonna diventa allora una sorta di ponte galleggiante, seguito dalle barche dei pescatori che sul mare lavorano, dai diportisti che lo vivono e dai fedeli che continuano a riconoscervi una dimensione di protezione, speranza e memoria.
Sulle imbarcazioni, tra bandiere, preghiere e telefoni levati per immortalare il passaggio, si è rinnovata una tradizione capace di coinvolgere anche chi si trova lontano.
Il rientro a terra è previsto in serata. Seguiranno la solenne supplica in piazza Santa Maria ad Nives e la benedizione finale, mentre i festeggiamenti civili proseguiranno sul lungomare con lo spettacolo pirotecnico.
Ma l’immagine destinata a restare è già lì: una lunga scia di barche sulloJIonio, la Madonna portata dalla marineria di Schiavonea verso Sant’Angelo e due coste che, osservate dall’acqua, appaiono finalmente vicine.