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«Transfer troppo cari? Vi spiego perché»: la replica di un operatore all’inchiesta sulla Sibaritide

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CORIGLIANO-ROSSANO - Arrivare in Calabria oggi è – forse - più facile. Raggiungere la Sibaritide, molto meno. È questo il paradosso che emerge dall’inchiesta che abbiamo pubblicato nei giorni scorsi sulle difficoltà di collegamento tra gli aeroporti calabresi e uno dei principali distretti turistici della costa jonica.

Negli ultimi anni gli scali regionali, soprattutto Lamezia Terme, hanno registrato una crescita di voli e passeggeri grazie all’espansione delle compagnie low cost e agli investimenti regionali sul sistema aeroportuale. Ma il problema resta quello dell’ultimo miglio: una volta atterrati, raggiungere località come Corigliano-Rossano, Sibari, Villapiana, Cariati o l’entroterra jonico continua a essere complicato, lento e soprattutto costoso.

Per molte famiglie il trasferimento dall’aeroporto alla destinazione turistica finisce per costare più del volo stesso. Una difficoltà che pesa sull’attrattività dell’intero territorio e che riapre il tema storico dell’isolamento infrastrutturale della Sibaritide.

A raccontare cosa c’è dietro i prezzi dei servizi privati è Tonino Tedesco, agente di viaggio e operatore, che da anni organizza collegamenti tra l’aeroporto di Lamezia e la costa jonica.

«Il cliente lamenta che il transfer è caro perché magari ha comprato il volo a 60 euro – spiega – ma dietro quel costo ci sono cinque ore di viaggio tra andata e ritorno, il costo dell’autista, il carburante e tutte le spese di gestione. In realtà spesso lavoriamo con margini bassissimi».

Secondo Tedesco, il problema principale è strutturale. Le distanze enormi, l’assenza di un sistema ferroviario efficiente e la mancanza di un trasporto pubblico realmente integrato rendono inevitabile il ricorso ai transfer privati.

«Oggi il nostro tariffario va da 145 a 190 euro per una tratta privata da Lamezia a Rossano – afferma – ma il Nord viaggia a oltre 2 euro al chilometro, in Calabria, invece, siamo ancora fermi a 1,40 o 1,50 euro. Molti pensano che siano prezzi alti, ma in alcuni casi facciamo fatica perfino a coprire i costi».

Il punto centrale, però, è che il trasporto privato finisce per sostituire un servizio pubblico percepito come inefficiente. Treni con tempi lunghi, coincidenze difficili (se non impossibili), autobus poco frequenti e collegamenti frammentati scoraggiano i turisti, soprattutto stranieri o famiglie.

«Pochissimi scelgono il trasporto pubblico perché significa perdere ore tra attese e cambi – osserva – e spesso non si arriva neppure a destinazione in tempi accettabili».

Per questo Calabria Shuttle – una start up che offre servizi di trasporto - ha organizzato un servizio collettivo stagionale tra la costa jonica e l’aeroporto di Lamezia, con quattro corse giornaliere da Cariati a Lamezia passando per Sibari e Corigliano-Rossano.

«Con il collettivo riusciamo a mantenere prezzi molto più bassi, 34 euro da Sibari o 37 da Cariati – spiega Tedesco – ma anche in questo caso facciamo fatica a sostenere il servizio per dodici mesi all’anno. Senza un supporto pubblico diventa difficile».

L’accusa alle istituzioni non è velata. Secondo l’operatore, Regione Calabria e sistema aeroportuale avrebbero investito sugli scali senza costruire attorno una rete di collegamenti capace di portare realmente i turisti nei territori.

«La Regione ha fatto crescere gli aeroporti ed è giusto riconoscerlo – dice – ma ora bisogna cucire attorno agli aeroporti un sistema che funzioni davvero. Non servono milioni di euro: basterebbe sostenere chi offre servizi collettivi efficienti». Tra le proposte avanzate dall’associazione c’è quella di introdurre contributi pubblici legati ai biglietti realmente emessi, premiando i servizi utilizzati dai turisti e incentivando collegamenti permanenti.

Tedesco critica anche il mancato lavoro di rete tra operatori turistici e strutture ricettive: «Ogni anno informiamo alberghi e B&B del servizio shuttle – racconta – ma pochissime strutture pubblicano gli orari o spiegano ai clienti come raggiungere la Sibaritide. Qui non sappiamo fare rete».

È emerso anche il tema Uber, presentato nei mesi scorsi come possibile alternativa per la mobilità regionale. Ma secondo l’operatore il modello sarebbe difficilmente sostenibile in Calabria.

«Uber funziona nelle grandi città e sulle tratte brevi – sostiene – ma non può funzionare su distanze enormi come Lamezia-Longobucco. A certi costi conviene dormire vicino all’aeroporto».

Il problema, dunque, non riguarda solo il trasporto ma il modello di sviluppo turistico dell’intera fascia. Una destinazione che continua a investire (quando investe) male, senza risolvere il nodo fondamentale dell’accessibilità.

Perché finché raggiungere la Sibaritide resterà più complicato e costoso del viaggio per arrivare in Calabria, il territorio continuerà a perdere competitività proprio nel momento in cui il turismo regionale prova a crescere.

 

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.