“Lavacri di pietra”: un frammento di Medioevo torna a vivere a Frascineto
Un antico manufatto della Collezione Colafranceschi arricchisce il Museo delle Icone e della Tradizione Bizantina, rafforzando il ruolo del centro come eccellenza culturale in Calabria
FRASCINETO- È la solidità della pietra, modellata nella forma di un fonte battesimale–acquasantiera, a riemergere dalle nebbie dei secoli bui del Nord Europa. Un oggetto carico di storia e simbolismo, testimonianza di antichi riti di purificazione e rinascita, pronto a restituire nuova luce a un passato lontano ma ancora vivo.
Il prezioso manufatto, appartenente alla Collezione Colafranceschi, entrerà ufficialmente a far parte del patrimonio del Museo delle Icone e della Tradizione Bizantina a partire da sabato 2 maggio. L’occasione sarà celebrata con l’evento “Lavacri di pietra”, un appuntamento pensato per condividere con la comunità un tassello significativo di quel vasto e suggestivo mosaico chiamato Medioevo.
All’iniziativa prenderanno parte Caterina Adduci, direttrice del Museo, Stefania Colafranceschi e Ilaria Pagani, storica dell’arte e vice direttrice responsabile degli Studi sull’Oriente Cristiano. Un momento di confronto e valorizzazione culturale che intende sottolineare il valore storico e identitario dell’opera.
Nel presentare l’evento, il sindaco Angelo Catapano ha evidenziato l’importanza dell’acquisizione: «Ci arricchiamo ulteriormente di opere preziose che rendono il Museo delle Icone e della Tradizione Bizantina un centro d’eccellenza della cultura bizantina in Calabria, meta apprezzata da visitatori italiani e stranieri e punto di riferimento per studiosi e appassionati».
Istituito nel 2007 dopo un’attenta analisi del contesto italo-albanese di tradizione bizantina, il Museo ha progressivamente costruito un patrimonio di straordinario valore, rendendo fruibili collezioni di icone datate tra il XV e il XX secolo, provenienti da Russia, Ucraina, Bielorussia, Grecia, Bulgaria, Romania e Serbia.
Con “Lavacri di pietra”, Frascineto conferma così la propria vocazione culturale, offrendo al pubblico non solo un’esposizione, ma un viaggio nella memoria e nelle radici spirituali dell’Europa medievale.