Identità, i bambini del Magnolia alla scoperta della liquirizia Amarelli e dei Mid
La pedagogista Renzo: «Conoscere il territorio significa costruire appartenenza»
CORIGLIANO-ROSSANO – Far conoscere ai bambini le eccellenze del territorio significa aiutarli a costruire identità, appartenenza e consapevolezza delle proprie radici. È con questo obiettivo che il Polo Infanzia Magnolia ha rinnovato anche quest’anno la tradizionale visita guidata alla Fabbrica e al Museo della Liquirizia Amarelli, storica realtà produttiva simbolo della liquirizia calabrese all’interno della quale convivono due Marcatori Identitari Distintivi (MID) della Calabria Straordinaria: la Liquirizia di Calabria e l’invenzione dei primi conci per l’estrazione industriale del succo dalla radice, entrambe censite nella mappatura ufficiale MID per la loro unicità universale. Due elementi che raccontano il rapporto tra risorsa naturale, innovazione produttiva e memoria industriale del territorio.
A sottolineare il valore dell’iniziativa è la pedagogista Teresa Pia Renzo, direttrice della Cooperativa Magnolia. «I bambini – dice - devono essere accompagnati alla scoperta di ciò che il territorio offre dal punto di vista culturale, produttivo e identitario. Conoscere le eccellenze locali significa sviluppare senso di appartenenza e consapevolezza delle proprie radici».
Nel corso della visita, ai bambini è stato illustrato l’intero processo di produzione della liquirizia: dall’estrazione delle radici fino alla lavorazione della pasta e alla realizzazione dei prodotti finali. Particolare interesse ha suscitato la produzione delle caramelle alla clementina e liquirizia, successivamente degustate durante il percorso.
L’attività ha permesso di osservare direttamente ambienti, strumenti e fasi produttive, trasformando la visita in un’esperienza concreta di apprendimento. Attraverso il contatto diretto con i luoghi della produzione, i piccoli hanno potuto sviluppare curiosità, attenzione e capacità di osservazione.
«Nella prima infanzia – conclude Teresa Pia Renzo ringraziando la Famiglia Amarelli per la straordinaria accoglienza riservata al gruppo scolastico – l’esperienza diretta rappresenta uno degli strumenti educativi più efficaci. Vedere, ascoltare e vivere un luogo consente ai bimbi di apprendere in modo autentico e partecipato».