Cassano Jonio in festa per l'ingresso in noviziato di suor Martina Caligiuri
Oltre 500 fedeli al Santuario Madonna della Catena di Cassano Jonio per l’ingresso in noviziato di suor Martina Caligiuri. Presente il vescovo Savino. La celebrazione rafforza la presenza delle Missionarie della Via sul territorio
CASSANO JONIO - Un Santuario gremito, un silenzio carico di emozione e poi applausi, lacrime e abbracci: è questo il clima che ha accompagnato, lo scorso 26 aprile, la celebrazione dell’ingresso in noviziato di suor Martina Caligiuri presso il Santuario Madonna della Catena.
La giovane, originaria della diocesi di Lamezia Terme, ha pronunciato il suo «eccomi» davanti a oltre 500 fedeli accorsi per condividere questa tappa particolarmente significativa. Una partecipazione intensa e composta, segnata da una commozione palpabile che ha coinvolto tutti, anche il vescovo di Cassano Jonio, Francesco Savino, nonché vicepresidente della Conferenza Episcopale Italiana.
Visibilmente emozionato, monsignor Savino non è riuscito a trattenere le lacrime, accompagnando la celebrazione con gesti di affetto: abbracci, sguardi intensi e parole cariche di paternità verso la comunità dei Missionari e Missionarie della Via, presente in diocesi da poco più di un anno ma già radicata nel territorio. Tra i momenti più toccanti della celebrazione, il gesto simbolico del taglio dei capelli: un segno forte e carico di significato che segna l’inizio di un cammino nuovo, totalmente affidato a Cristo.
Subito dopo, suor Martina ha indossato l’abito religioso della comunità: una veste semplice, con il colore della terra, simbolo dell’umiltà e della scelta radicale di povertà evangelica. Con il suo «sì», la giovane si impegna ora a vivere pienamente il carisma delle Missionarie della Via, fondato su una vita essenziale alla sequela di Gesù viandante.
La quotidianità della comunità è scandita dalla preghiera, dal lavoro manuale, dalla formazione spirituale e dall’annuncio del Vangelo per le strade. Uno stile che negli anni ha saputo attrarre e coinvolgere numerosi laici, molti dei quali hanno intrapreso un cammino di fede profondo e autentico. Una storia che affonda le sue radici nel 2009, quando l’allora vescovo di Lamezia Terme Luigi Antonio Cantafora accolse i primi tre iniziatori della comunità: fra Faustino, fra Umile e suor Chiara. Da quel piccolo seme è nata una realtà viva e generativa, capace oggi di creare legami forti tra consacrati e laici uniti dal desiderio di seguire il Signore.
Tra questi ultimi, una presenza significativa è arrivata proprio dalla diocesi di Lamezia Terme: oltre 250 persone hanno preso parte alla celebrazione. Con una battuta affettuosa, mons. Savino ha detto di voler trovare una casa per ciascuno di loro nella sua diocesi, suscitando sorrisi e applausi. Presente anche don Giacomo Panizza, parroco della comunità di origine di suor Martina e fondatore della Comunità Progetto Sud, che ha accompagnato i cittadini di Jevoli. Durante l’omelia, il vescovo ha posto l’accento su un tema centrale: la necessità di creare «contesti» favorevoli all’ascolto della chiamata di Dio. «Grazie perché ci siete», ha ripetuto più volte rivolgendosi ai Missionari della Via, riconoscendo nel loro stile di vita una testimonianza capace di aprire spazi autentici di discernimento.
Un messaggio rivolto in particolare ai giovani: «La vocazione è l’incontro tra la libertà della persona e la chiamata di Dio. Può nascere in mille modi: da una parola, un incontro, una testimonianza. Qualsiasi momento può essere quello giusto. La felicità? Si trova nel fare la volontà di Dio». Il Santuario Madonna della Catena, grazie alla presenza dei Missionari e Missionarie della Via, è così diventato un luogo di rinascita spirituale e di incontro autentico. A suor Martina l’augurio di un cammino fecondo, nella gioia e nella fedeltà alla chiamata ricevuta.