Ieri:TaranTarsia diventa maggiorenne e invade il borgo: tre giorni tra radici, diritti e musiche dal mondo
9 ore fa:Cantinella, incendio devasta tetto e impianto fotovoltaico: bruciati quasi 70 pannelli
Ieri:Castrovillari, bagni pubblici nel mirino dei vandali. Civicamente: «Così non si può andare avanti»
Ieri:Morti sul lavoro, l’allarme UIL: «In Calabria più di una vittima ogni 15 giorni. E la prevenzione resta ferma»
17 ore fa:Poste, per Castrovillari il dado è tratto: dal 1° ottobre sparisce la Direzione di Filiale
18 ore fa:Emodinamica, Stasi torna all’attacco: «Prima era “Sì”, ora è “No”. L’itinerante non cancella lo scippo»
18 ore fa:Tragedia a Vibo Marina, muore Domenico Campana: il 30enne era di Mirto Crosia
17 ore fa:La Palinuro davanti a Trebisacce per il centenario di San Rocco
Ieri:Castrovillari, Comune e Fondazione antiusura insieme: un argine a debiti e fragilità economiche
Ieri:Acqua agli agricoltori, il Consorzio rompe il silenzio: «Due pompe ko». Ora arrivano lavori e nuova pompa

Dall’umido al biometano: l’impianto Ecoross apre al territorio

1 minuti di lettura

CORIGLIANO-ROSSANO – Non solo impianto, ma spazio aperto e raccontabile. Il Parco Biometano di Ecoross apre le porte al territorio e avvia il calendario delle visite guidate, con l’obiettivo di mostrare da vicino come la frazione organica possa trasformarsi in energia e risorsa.

La prima giornata, quella di venerdì 20 marzo, segna l’avvio ufficiale del progetto di apertura al pubblico. E i numeri iniziali confermano l’interesse: scuole, associazioni, enti, ordini professionali e operatori del settore hanno già prenotato i percorsi, mentre tra i primi visitatori figurano anche studenti Erasmus provenienti dall’Austria.

Il cuore dell’esperienza è il percorso guidato all’interno dell’impianto, dove i visitatori possono osservare i processi di trasformazione della frazione organica.

Un ciclo che parte dall’umido e arriva alla produzione di biometano e compost di qualità, restituendo in forma concreta il senso dell’economia circolare.

La struttura ha una capacità di trattamento di 61 mila tonnellate annue tra rifiuti organici e sfalci, numeri che ne fanno una delle infrastrutture più rilevanti del territorio.

Accanto alla dimensione industriale, il Parco punta anche su una funzione educativa.

I percorsi non si limitano agli spazi produttivi, ma si estendono alle aree esterne: giardino botanico, area mediterranea, frutteto e orto didattico, pensati per trasformare la visita in un momento di apprendimento.

A questi si aggiungono le installazioni artistiche realizzate con materiali di recupero, che contribuiscono a rafforzare l’idea del Parco come luogo di incontro tra tecnologia, ambiente e cultura.

L’apertura al pubblico segna un cambio di passo: non più solo un’infrastruttura tecnica, ma uno spazio che si rende accessibile e leggibile anche ai cittadini.

Un’operazione che punta a colmare una distanza spesso percepita tra impianti e comunità, soprattutto su un tema sensibile come la gestione dei rifiuti.

L’obiettivo dichiarato è quello di costruire consapevolezza, mostrando cosa accade concretamente dopo la raccolta differenziata.

Il Parco Biometano si propone così come un modello di gestione integrata della frazione organica, capace di unire produzione energetica e divulgazione.

Una sfida che si gioca non solo sulla tecnologia, ma anche sulla capacità di coinvolgere il territorio.

E in un’area dove il tema dei rifiuti è spesso al centro del dibattito pubblico, aprire le porte può diventare il primo passo per trasformare diffidenza in conoscenza.

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.