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Unci AgroAlimentare, Scognamiglio: «Riconosciuti dignità e valore pesca professionale»

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CATANZARO - «La pesca professionale è finalmente al centro dell'agenda politica ed istituzionale. Dopo anni di disinteresse da parte dei Palazzi, soprattutto quelli europei, che hanno preso di mira il comparto ittico, le imprese e i lavoratori del settore ricevono la giusta considerazione. E non rischiano di pagare dazio pure per chi svolge l'attività a fini soltanto ricreativi».

È quanto dichiara Gennaro Scognamiglio, presidente nazionale dell'Unci Agroalimentare, che così continua: «Anche l'esito del ricorso presentato contro il nuovo decreto del governo sulla regolamentazione della pesca sportiva effettuata con il sistema del palamito (o palangaro), respinto dal Tar del Lazio, non solo conferma la legittimità della norma, ma ristabilisce indirettamente senso ed equilibrio ad un dibattito assolutamente miope, che si è sviluppato sul tema specifico, in questi giorni».

«In generale, infatti, non si può pensare che un settore ludico possa essere sottratto ad una regolamentazione, soprattutto se necessaria alla preservazione degli stock ittici e dell'ecosistema marino, mentre in questi anni la pesca professionale è stata addirittura soffocata dai controlli, fino a giungere quasi alla sua criminalizzazione. Eppure - aggiunge - fino a ieri alcune voci che in questi giorni abbiamo sentito, non si sono mai levate quando in gioco era un intero comparto produttivo. È necessario, insomma, ristabilire l'ordine delle priorità e contribuire tutti equamente alla sostenibilità delle attività. Ma è bene ricordare che la sostenibilità non è unicamente ambientale, ma anche economica e sociale. Soltanto, dunque, un approccio strategico e complessivo al problema può portare a soluzioni adeguate e condivise».

«È per queste ragioni che apprezziamo lo sforzo, in termini di confronto e di programmazione degli interventi, messo in campo dal ministro dell'Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste, Lollobrigida, che apre una fase nuova e positiva, consentendo a migliaia di addetti di poter uscire da una situazione difficile nella quale sono stati catapultati da scelte sbagliate e superficiali della politica, che rispondevano a logiche incomprensibili o piuttosto a condizionamenti particolari, oltre che da una serie di congiunture sfavorevoli. Come abbiamo ribadito più volte, tutelare la pesca e costruire un percorso di ammodernamento, avviato ormai da tempo, che tenga conto di tutti gli elementi, significa proteggere un'eccellenza italiana, legata ai territori, e garantire la qualità dei prodotti ai consumatori».

«È necessario – conclude Scognamiglio – consolidare e valorizzare l'iter avviato, per sviluppare pienamente le potenzialità delle marinerie del Paese e contemporaneamente tutelare la risorsa mare. Questa è la sfida che bisogna cogliere insieme».

Luigia Marra
Autore: Luigia Marra

Mi sono diplomata al Liceo Classico San Nilo di Rossano, conseguo la laurea in Lettere e Beni Culturali e successivamente la magistrale in Filologia Moderna presso Università della Calabria. Amo ascoltare ed osservare attentamente la realtà di tutti i giorni. Molto caotica e confusionaria, ma ricca di storie, avvenimenti e notizie che meritano di essere raccontate.