Ospedale della Sibaritide, primi ambulatori operativi: ora la sfida è la piena funzionalità
La politica prende la parola. Straface rivendica il percorso, Madeo chiede personale e servizi adeguati. Il sindaco Stasi precisa: «Non è ancora l’inaugurazione dell’ospedale». Sullo sfondo resta il confronto sulle infrastrutture dell’area
CORIGLIANO-ROSSANO – L’avvio operativo dei primi ambulatori dell'Ospedale della Sibaritide segna un momento spartiacque per il territorio della Piana e per la sanità calabrese, ma porta con sé un groviglio di reazioni entusiaste, rilievi critici e una coda polemica che ha visto protagonisti il sindaco Flavio Stasi e il consigliere regionale Angelo Brutto.
Emozione particolare per l’assessore regionale regionale Pasqualina Straface, che ha rievocato gli esordi del progetto nel lontano 2010 quando era sindaco di Corigliano, attribuendo al presidente Roberto Occhiuto la determinazione decisiva per la realizzazione di «quella che è l’opera di edilizia sanitaria più importante del Sud Italia per tecnologia e macchinari». Sulla stessa scia l'ingegner Petrone, project manager dell'opera, che parla di una «Calabria che smette di sognare e inizia a vivere il diritto alla cura». Dai banchi dell'opposizione, la consigliera regionale del Pd Rosellina Madeo sottolinea come l'apertura debba essere «un primo passo veloce: l'ospedale dovrà essere competitivo, attrattivo per i giovani medici e adeguatamente dotato di personale e attrezzature per dare reali speranze al territorio». In chiave pastorale, l'Arcivescovo Mons. Maurizio Aloise ha richiamato al valore dell'opera come «segno di speranza che unisce mare e montagna», ribadendo che l'eccellenza vera risiederà nella qualità del servizio sanitario offerto ai cittadini.
Se l'avvio degli ambulatori rappresenta un fatto positivo, il sindaco di Corigliano-Rossano Flavio Stasi ha tenuto a precisare che non si tratta ancora dell'inaugurazione dell'ospedale vero e proprio: «Inaugurare un poliambulatorio va bene, ma non possiamo accettare una struttura priva di emodinamica, medicina nucleare o diagnostica specialistica di alto livello per le acuzie. Sarebbe una sconfitta politica».
A stretto giro è arrivata la stoccata del consigliere regionale Angelo Brutto, che ha puntato l'indice contro l'amministrazione comunale in merito ai ritardi infrastrutturali della zona: «L'ospedale è autonomo con depuratore e acqua propria. Il problema è l'area circostante: quando il sindaco si deciderà a urbanizzare la zona, i servizi saranno ridondanti e l'ospedale potrà funzionare al meglio».
La controriposta di Stasi non si è fatta attendere: «Fortunatamente Angelo Brutto non amministra neanche un condominio, altrimenti saremmo messi male. Le sue sono ricostruzioni di fantasia». Il primo cittadino ha poi richiamato le dichiarazioni del delegato del Consiglio dei Ministri Claudio Moroni per ribadire la propria posizione: «Ha fatto un chiaro atto d'accusa verso chi aveva la competenza sui ritardi, ovvero l'ufficio del commissario straordinario per la depurazione. Un tecnico ha confermato quanto diciamo da tempo: le reti fognarie e idriche sono ferme e la struttura ha dovuto dotarsi di soluzioni temporanee per poter partire».