3 ore fa:Corigliano-Rossano, Caputo: «Manutenzione nel caos, servono legalità e controlli»
4 ore fa:TIS, Rapani: «La legge regionale completa il percorso avviato in Parlamento»
3 ore fa:Co-Ro, approvata la Consulta comunale per l'Integrazione: nuovo strumento di partecipazione per i cittadini stranieri
2 ore fa:FILLEA CGIL Calabria approva il bilancio consuntivo 2025: lavoro, diritti e sviluppo al centro del confronto
5 ore fa:Cassano, manca il reattivo per l’esame dell’omocisteina: scatta l’allarme dei cittadini
1 ora fa:Porto di Corigliano, oltre 7 milioni di investimenti nel Piano Operativo Triennale
6 ore fa:Morano celebra l’amore e le radici: Notte Romantica e Rarica Festival nel cuore del borgo del Pollino
2 ore fa:Miss Italia Calabria 2026: prima tappa all'Apica Village di Mirto Crosia
5 ore fa:Depurazione, arriva la replica a Stasi: «La Regione investe 175 milioni, pensi agli impianti comunali»
5 ore fa:Maltrattamenti in famiglia, arrestato 31enne a Corigliano-Rossano

Coldiretti Calabria, raggiunto accordo sull'obbligo di etichettatura trasparente

1 minuti di lettura

CATANZARO - La Commissione ambiente del Parlamento Europeo ha detto si all'obbligo di indicare la provenienza della frutta utilizzata in succhi e marmellate, oltre che per il miele per il quale vengono rese ancora più trasparenti le etichette con l'indicazione delle percentuali dei mieli provenienti dai diversi Paesi nelle miscele. 

«Questa  svolta in atto sulla frutta  - ricorda Coldiretti Calabria - completa un percorso iniziato nel 2000 con l'obbligo di indicare la provenienza della carne bovina consumata che si è esteso grazie alla battaglia della Coldiretti  in Europa e in Italia, dal latte alla passata di pomodoro, dai formaggi ai salumi, dal riso e pasta fino a decorrere dal 1 gennaio 2025 alla frutta e verdura in busta, noci, mandorle, nocciole ed altri frutti sgusciati, agrumi secchi, fichi secchi e uva secca, funghi non coltivati e zafferano. Questo – commenta Coldiretti  - è un ulteriore  passo importante fortemente sollecitato dalla Coldiretti impegnata da danni nel percorso di trasparenza dell'informazione ai consumatori sull'origine degli alimenti portati a tavola, a tutela della libertà di scelta. Un obiettivo importante sul piano della salute, dell'economia, dell'occupazione e dell'ambiente che tutela le  piante di frutta fresca che negli ultimi quindici anni sono in diminuzione con la scomparsa che riguarda tutte le principali produzioni,  dalle mele alle pere, dalle pesche alle albicocche, dall'uva da tavola alle ciliegie, dalle arance alle clementine secondo l'analisi della Coldiretti su dati Istat. Un trend pericoloso favorito anche – precisa la Coldiretti - dalle importazioni di prodotti low cost di frutta da destinare alla trasformazione industriale in succhi e marmellate dall'estero dove spesso non vengono rispettati gli stessi criteri in termini di rispetto dell'ambiente, del lavoro e della sicurezza alimentare, secondo il principio di reciprocità».

«Per quanto riguarda la decisione di  una più completa etichettatura del miele – sottolinea il presidente di Coldiretti Calabria Franco Aceto – questo rafforza e rende più appetibile  il recente bando del Dipartimento Agricoltura per l'annualità  2024, che prevede risorse per € 1.343.388,  per sostenere la tutela e lo sviluppo dell'apicoltura e riservato a apicoltori e imprenditori apistici calabresi.  Questo delle api  conclude – è un settore essenziale per la biodiversità animale e vegetale con una presenza imprenditoriale in crescita da parte dei giovani».

Rita Rizzuti
Autore: Rita Rizzuti

Nata nel 1994, laureata in Scienze Filosofiche, ho studiato Editoria e Marketing Digitale. Amo leggere e tutto ciò che riguarda la parola e il linguaggio. Le profonde questioni umane mi affascinano e mi tormentano. Difendo sempre le mie idee.