Welfare, Pugliese attacca: «Basta populismo sui fondi per il sociale. Nessun Euro perso»
Amcje Co-Ro Pulita interviene nella polemica su risorse bloccate e commissariamenti: «Servizi attivi e rendicontazioni in regola». Nel mirino anche la Regione: «Ultima in Italia per investimenti nel welfare»
CORIGLIANO-ROSSANO - Altro che fondi bloccati o restituiti. Secondo Ernesto Pugliese, consigliere comunale del gruppo Coro Pulita, sui servizi sociali si sta costruendo un racconto distorto che rischia di creare solo allarme tra le famiglie più fragili. E la precisazione è netta: «Non si faccia bieco populismo su temi così delicati».
Il caso nasce dalle polemiche circolate negli ultimi giorni, tra accuse di risorse non utilizzate, milioni “fermi” e persino ipotesi di commissariamento degli ambiti sociali. Una narrazione che Pugliese respinge punto su punto, parlando apertamente di disinformazione.
Nel merito, la posizione dell’Amministrazione è chiara: i servizi sono attivi, le rendicontazioni vengono rispettate e non ci sarebbero somme andate perse. «I servizi vengono erogati – ribadisce – non vi sono risorse restituite e neanche un euro sarà sottratto alla comunità. I fondi andranno alle famiglie per come destinati».
Parole che puntano a rassicurare, soprattutto chi vive condizioni di non autosufficienza o fragilità, categorie direttamente coinvolte da queste misure. Ed è proprio su questo aspetto che si gioca la parte più politica dello scontro.
Per Pugliese, infatti, alimentare dubbi su questi temi significa colpire proprio chi dovrebbe essere tutelato: «Creare allarme e paure immotivate, proprio tra le persone più deboli, non è un buon lavoro, neanche per chi fa opposizione».
Ma la replica non si ferma al livello locale.
Nel mirino finisce anche la Regione Calabria, chiamata in causa per le politiche complessive sul welfare. «Dovrebbe spiegare ai cittadini cosa sta facendo per assegnare risorse adeguate agli Ambiti sociali – afferma – visto che restiamo fanalino di coda per stanziamenti».
Un affondo politico che diventa ancora più duro nel passaggio finale, dove si parla di un governo regionale “dormiente” che, quando interviene, «fa ancora più danni».
Sul piano amministrativo, invece, la maggioranza rivendica continuità e risultati: quasi sette anni di attività, capacità di intercettare fondi e mettere a terra progetti, con l’obiettivo – sottolinea Pugliese – di non lasciare indietro nessuno.
E la chiusura è una linea netta: «Non accettiamo lezioni da chi guida una Regione che è ultima sugli stessi parametri».
Uno scontro politico destinato a restare acceso. Ma con una posta in gioco che, al di là delle polemiche, riguarda direttamente la tenuta dei servizi per le fasce più fragili del territorio.