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Ospedale Chidichimo, il Consiglio di Stato chiede a che punto sia la fase di riapertura

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TREBISACCE – Durante la campagna elettorale che si è appena conclusa il tema dell’Ospedale Guido Chidichimo di Trebisacce è stato appena sfiorato, a volte con più e a volte con meno immediatezza, senza mai entrare troppo nel merito della vicenda, sfaccetta e complessa.

Una scelta tattica e saggia da parte dei candidati, in quanto i margini di manovra e la capacità di incidere da parte di un primo cittadino sulla vicenda sono limitati, probabilmente, ad un’attività di controllo, di pressione, stimolo e di sprone all’attuazione della sentenza del Consiglio di stato e ad un’azione concreta da parte degli organi preposti in tema sanitario, che non sono e non possono essere quelli comunali. Anche perché c’è il grosso problema della mancanza di personale che va affrontato (Leggi qui), e non è certo l’amministrazione comunale a poter provvedere. Insomma, promettere l’apertura del Chidichimo su un palco, sarebbe stata una bugia così evidente che nessuno si è sentito di spenderla.  

Finita la competizione, prese le misure con la macchina comunale e determinato l’assetto amministrativo, al nuovo sindaco di Trebisacce, Sandro Aurelio, toccherà tuttavia mettere al primo posto in agenda la questione “Ospedale di Trebisacce”, perché quelle azioni di sprono e stimolo sono necessarie e il territorio non vuole e non può rinunciare al proprio presidio ospedaliero e alla battaglia che da dieci anni è stata portata avanti.

Da dove ripartire?

Probabilmente della Delibera N. 76 del 30 maggio 2022 ad opera del Commissario Straordinario con poteri di giunta.

Oggetto della delibera è “Apertura dell’Ospedale G. Chidichimo – Stato attuazione sentenze del Consiglio di Stato”.

Qual è il contenuto di questa delibera?

Per comprenderlo dobbiamo partire dall’Ordinanza n.758 del 22/04/2022 nella quale il Consiglio di Stato ha rivelato che Occorre acquisire una documentata relazione, per verificare se vi è stata esecuzione delle sentenze.
Insomma il Consiglio di stato chiede a che punto sono le operazioni di riapertura dell’Ospedale di Trebisacce. Ricordiamo che esiste un Commissario ad Acta per l’esecuzione della sentenza del Consiglio di Stato, nella figura di Andrea Urbani.

Per rispondere compiutamente alla domanda posta in essere dal Consiglio di Stato, il commissario straordinario di Trebisacce Carlo Ponte, in data 12/05/2022 scrive una nota al Commissario Straordinario dell’ASP di Cosenza, che allora era Vicenzo La Regina, sostituito successivamente dal nuovo Commissario Straordinario ASP Antonio Graziano, e al Direttore Sanitario del P.O. di Trebisacce, Antonio Adduci, pregandoli di “di voler trasmettere, con urgenza, documentata relazione circa la compiuta esecuzione delle sentenze in oggetto concernenti la riapertura dell’Ospedale Guido Chidichimo di Trebisacce”.

Alla richiesta di Ponte risponde in data 23/05/2022, al posto del commissario La Regina, Antonio Capristo, ingegnere, nominato, si legge nella delibera, R.U.P. (Responsabile unico del procedimento) in data 01/03/2022 per gli adempimenti di cui all’art.2 della Convezione con Invitalia. Di tale convenzione il commissario Ponte ci aveva parlato in un’intervista mesi fa (Leggi qui) evidenziando come Urbani, da lui contattato aveva “comunicato di aver sottoscritto con Invitalia una convenzione finalizzata ad accelerare ed efficientare l’attuazione dell’intervento di adeguamento sismico/strutturale e degli impianti, nonché di ristrutturazione edilizia del presidio ospedaliero”.

Ponte, nella delibera di cui vi stiamo parlando afferma che la nota di Capristo nulla aggiunge circa “lo stato di mancata esecuzione delle sentenze del Consiglio di Stato”.

Sostanzialmente, alla data del 23/05/2022, per quanto riguarda la convenzione con Invitalia relativa ai determinanti interventi da porre in essere, propedeutici a qualsiasi riapertura del Chidichimo, parrebbe si sia ancora in alto mare. Da allora oggi qualcosa potrebbe essere cambiato, ma per ora non abbiamo conferme in merito.

Tutto ciò premesso, nel documento in oggetto Ponte esprime “Vibrata e forte protesta per l’intollerabile ed inspiegabile ritardo nella riattivazione dell’Ospedale Chidichimo, pur in presenza di atti giudiziari che ciò impongono” e delibera di dare atto della mancata attuazione delle sentenze del Consiglio di Stato, che tale mancata esecuzione comporta l’impossibilità di erogazione delle prestazioni connesse alla comunità e di trasmettere, per tramite di Giuseppe Mormandi, avvocato incaricato dal Comune di Trebisacce per la gestione della vicenda, queste informazioni al Consiglio di Stato.

Dunque, riassumendo: il Consiglio di Stato chiede lumi sull’esecuzione della sentenza, Ponte chiede ai referenti cosa è stato fatto, preso atto del contenuto delle risposte Ponte comunica al Consiglio di Stato che non è stato fatto ancora quasi nulla, dove il quasi ha la valenza scolastica di incentivo ad un maggior impegno.
 

Ed ora?
Ora bisognerà riprendere un filo diretto con Andrea Urbani e con il Commissario ASP di Cosenza Graziano, tenendo conto che, da quanto risulta, Urbani ha incaricato l’ASP di Cosenza per le convenzioni con Invitalia per la realizzazione delle azioni propedeutiche alla riapertura del Chidichimo.

Ad oggi, sotto questo fronte, a che punto siamo?

Questa domanda, nelle prossime settimane, sarà sicuramente posta dall’Amministrazione comunale ai soggetti interlocutori preposti, dato che la battaglia per la riapertura dell’Ospedale Chidichimo certamente non è ancora finita. Anzi.

Andrea Mazzotta
Autore: Andrea Mazzotta

(Cosenza, 1978) Laureato in giurisprudenza, giornalista pubblicista, appassionato di comunicazione e arte sequenziale, è stato direttore della Biblioteca delle Nuvole di Perugia, direttore editoriale delle Edizioni NPE, coordinatore editoriale per RW-LineaChiara, collaborando con diverse realtà legate al settore dell'editoria per ragazzi. Collabora con il Quotidiano del Sud, Andersen, Lo Spazio Bianco, Fumo di China. E' un fedele narratore delle Cronache della Contea, luogo geografico e concettuale nel quale potenzialmente può succedere di tutto. E non solo potenzialmente.