Da Rossano a Mirto Crosia in bici per Ettore: sport, amicizia e memoria nel primo memorial Maldera
Partecipata passeggiata ciclistica tra colline, pianure, borghi e piazze. Rossano Purpurea: «Un pensiero colmo d’affetto per i familiari del carissimo Ettore»
CORIGLIANO-ROSSANO - Una pedalata fatta di sport, memoria, amicizia e riconoscenza. È stata molto partecipata la Passeggiata ciclistica per Ettore, il primo memorial dedicato a Ettore Maldera, che ieri ha unito idealmente e fisicamente il territorio, partendo da Rossano e attraversando colline, pianure, borghi e piazze fino ad approdare a Mirto Crosia.
L’iniziativa si è inserita nel cuore di una più ampia e articolata manifestazione sportiva promossa nell’ambito delle attività del CONI, trasformandosi in un momento corale di ricordo e partecipazione.
Tanti i ciclisti presenti, insieme a sportivi di diverse discipline, amici, associazioni e cittadini che hanno voluto rendere omaggio alla memoria di Ettore. La giornata è stata scandita da momenti istituzionali, consegna di targhe, gagliardetti e coppe, ma anche da letture intense e toccanti affidate agli amici, che ne hanno ricordato l’animo, la figura e il legame costruito nel tempo con la comunità.
A contribuire all’organizzazione del primo memorial è stata anche l'associazione Rossano Purpurea, presieduta da Alessandra Mazzei, insieme all’Asd Corigliano Bike, all’Asd Santa Tecla e al Memorial Arturo Graziano. Un lavoro costruito con impegno, cura e partecipazione, grazie anche alla dedizione dei consiglieri e soci che da mesi seguivano il progetto.
Tra questi, Ranieri Filippelli, Marcello Graziano, forte dell’esperienza storica del Memorial Arturo Graziano, e Tonino Le Pera, ai quali Rossano Purpurea ha rivolto un ringraziamento particolare. «A loro e a tutti gli organizzatori – si legge in una nota diramata sulla pagina dell'associazione – un sincero grazie e un pensiero colmo d’affetto per i familiari del carissimo Ettore Maldera».
La passeggiata ciclistica ha così trasformato il ricordo in movimento, portando lungo le strade non solo biciclette e colori, ma soprattutto il segno vivo di una comunità che sceglie di non dimenticare. Perché lo sport, quando incontra la memoria, diventa legame, presenza e gratitudine.