Piano Sociale Regionale fermo dal 2022. Madeo (PD): le fasce fragili non possono più aspettare
La consigliera evidenzia come lo strumento programmatorio risulti attualmente ancorato alle direttive del 2022, pur essendo stato utilizzato come riferimento teorico anche per il triennio 2023-2026, oramai giunto al termine
CORIGLIANO-ROSSANO -Riformare il sistema dei servizi socio-assistenziali e aggiornare le linee di indirizzo per gli Ambiti Territoriali Sociali (ATS). Con questi obiettivi la consigliera regionale del Partito Democratico Rosellina Madeo ha depositato un’interrogazione a risposta scritta indirizzata alla Giunta regionale per sollecitare l'approvazione del nuovo Piano Sociale Regionale.
Le criticità per gli Ambiti Territoriali Sociali
La mancanza di un quadro d'indirizzo aggiornato rischia, secondo Madeo, di paralizzare le attività dei Comuni capofila degli ATS, costretti a programmare gli interventi basandosi unicamente sul fabbisogno storico anziché sulle reali esigenze emergenti dalle comunità locali.
Nell'interrogazione si sollecita l'esecutivo regionale a chiarire quali strumenti si intendano adottare nelle more del nuovo Piano per consentire agli ATS di calibrare annualmente servizi, obiettivi e risorse. Ma anche le modalità con cui garantire la piena integrazione tra i fondi pluriennali, i finanziamenti nazionali e le risorse regionali disponibili. Si chiede infine di sapere lo stato di avanzamento delle procedure amministrative relative al nuovo Piano Sociale Regionale e i passaggi mancanti per giungere all'approvazione definitiva.
L'appello alla Giunta: «Serve una visione d'insieme»
Madeo critica la gestione della programmazione regionale nelle politiche sociali, richiamando l'attenzione sulla necessità di dare certezze alle fasce più vulnerabili della popolazione: «La programmazione non può essere trascurata quando si tratta di organizzare e migliorare i servizi sociali e socio-sanitari sul territorio. Le persone fragili non possono continuare ad attendere le tempistiche della burocrazia: serve passare da una logica emergenziale a una reale capacità di pianificazione e prevenzione».