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Mamma Nostra Achiropita. Al via la quindicina dedicata alla Madre e Patrona dell’Arcidiocesi di Rossano-Cariati

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CORIGLIANO-ROSSANO - Si è aperta ufficialmente con la solenne intronizzazione del Simulacro di Maria Santissima Achiropita, tenutasi nella serata di ieri, 31 luglio, la tradizionale Quindicina dedicata alla Madre e Protettrice dell’Arcidiocesi di Rossano-Cariati, nonché Patrona di Rossano.

Il suggestivo rito, accompagnato dall’atto di affidamento e presieduto dall’Arcivescovo nella Cattedrale di Rossano, ha raccolto in preghiera numerosi fedeli, i vescovi emeriti, il clero cittadino e le religiose.

Ad accompagnare la celebrazione sono stati i canti del coro “I Cantori dell’Achiropita”, diretto dal maestro Luigi Pignataro, che ha rapito il “popolo fidente” attraverso un percorso musicale capace di intrecciare tradizione e nuove melodie.

La solenne intronizzazione è stata infatti preceduta e accompagnata dalla ormai tradizionale Serenata a Maria, che ogni anno, alla vigilia del mese di agosto, segna per Rossano l’inizio del tempo più intimamente legato alla devozione verso la Vergine Achiropita.

Non un semplice concerto, ma una vera preghiera cantata. Le voci del coro della Cattedrale hanno riempito la navata con i canti mariani, accompagnando il Simulacro verso il luogo dal quale, durante la Quindicina, continuerà a raccogliere le invocazioni e gli affidamenti della comunità.

La musica ha restituito tutta la profondità del legame tra la città e la sua Patrona. Un rapporto che attraversa i secoli e che, ogni anno, torna a manifestarsi nei gesti, negli sguardi e nel silenzio raccolto dei fedeli davanti alla Vergine “dipinta non da mano umana”.

Il momento più commovente della Serenata è arrivato con il dono dei fiori. Ogni componente del coro ha deposto ai piedi dell’Achiropita una rosa rossa, fino a comporre un grande fascio offerto alla Vergine come segno di devozione, gratitudine e amore.

Tra i fiori spiccavano anche tre rose celesti, dedicate a Ilaria, Anna e Isidoro, componenti del coro che non ci sono più, ma che continuano a vivere nel ricordo dei Cantori e della comunità.

Tre rose diverse dalle altre, affidate a Maria per ricordare tre voci che negli anni avevano contribuito a rendere viva la preghiera corale. In quel gesto semplice e intenso, la Serenata ha unito i presenti a chi continua idealmente a cantare accanto alla Vergine.

Il grande fascio di rose è diventato così il simbolo di una comunità che prega, ricorda e affida. Il rosso della devozione e il celeste della memoria si sono incontrati ai piedi dell’Achiropita, trasformando la musica in comunione e il ricordo in una presenza capace ancora di commuovere.

Questa mattina, alle 6.30, la Messa dell’Aurora ha poi dato il via all’itinerario spirituale che condurrà la comunità diocesana fino alla festa del 15 agosto.

Nel corso della solenne concelebrazione eucaristica, l’Arcivescovo ha consegnato ai fedeli la traccia di riflessione per i quindici giorni di preparazione, centrata sul tema: “Maria, Madre della Magnifica Humanitas. Nel Magnificat la dignità dell’uomo e della donna trova la sua speranza”.

Richiamando il testo del Magnificat e il magistero di Papa Leone XIV, il Presule ha sottolineato come la vera devozione debba tradursi nella riscoperta del valore della persona.

«La dignità dell’uomo non nasce da ciò che possiede, dal ruolo che occupa o dal consenso che riceve. Nasce dallo sguardo di Dio. Quando Dio diventa grande nella mia vita, allora anche la mia umanità ritrova la sua vera grandezza. Forse la povertà più grande del nostro tempo è sentirsi invisibili: il Magnificat ci ricorda che nessuno è invisibile agli occhi del Signore».

Durante l’omelia, il Presule ha rivolto un pensiero a quanti vivono momenti di difficoltà: ai giovani in cerca di fiducia, agli anziani che temono la solitudine, alle famiglie provate dalle incertezze e alle donne ferite nella loro dignità.

Maria è stata indicata come modello di ascolto e coraggio, capace di insegnare che la vera forza non risiede nel dominio, ma nel servizio e nell’umiltà.

Ricordando le generazioni di rossanesi che si sono avvicendate in preghiera davanti alla venerata immagine dell’Achiropita, l’Arcivescovo ha concluso con un invito alla responsabilità sociale ed ecclesiale.

«Chiediamo alla Vergine una grazia: non soltanto recitare il Magnificat, ma viverlo. Imparare a guardare gli altri come Dio guarda noi, restituendo dignità a chi l’ha perduta. La nostra Chiesa diocesana sia una casa in cui ogni persona si senta accolta, ascoltata e amata».

Rossano è entrata così nel mese dedicato alla sua Patrona. Lo ha fatto attraverso la solennità dell’intronizzazione, il raccoglimento della Messa dell’Aurora e la tenerezza di una Serenata che ha affidato alla Madre le speranze dei vivi e il ricordo di chi continua a essere parte del suo “popolo fidente”.

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.