L'attacco di Europa Verde/AVS alla Giunta Regionale per il taglio del'emodinamica di Rossano
Una durissima presa di posizione contro le recenti scelte di programmazione sanitaria della Regione Calabria
CORIGLIANO-ROSSNO - Il portavoce regionale di Europa Verde / Alleanza Verdi-Sinistra (AVS), Giuseppe Campana, ha espresso una netta condanna nei confronti della delibera di Giunta regionale n. 400 del 21 luglio 2026 relativa alla Rete della Sindrome Coronarica Acuta (SCA).
Secondo l'esponente politico, il provvedimento avrebbe soppresso la previsione delle sale di emodinamica precedentemente programmate presso lo Spoke di Corigliano-Rossano e l'ospedale "Jazzolino" di Vibo Valentia, penalizzando due vasti bacini d'utenza sulla base di meri criteri di appartenenza politica.
L'accusa sulle scelte di programmazione: «Logica di filiera istituzionale»
Campana contesta il ribaltamento rispetto a quanto stabilito dal Decreto del Commissario ad Acta (Dca) 78/2024, che appena due anni prima prevedeva l'attivazione dell'emodinamica al presidio "Giannettasio" di Rossano per servire un territorio di circa 300mila abitanti, oltre al potenziamento della struttura vibonese.
«La delibera 400/2026 stabilisce dove un cittadino può sopravvivere a un infarto con criteri che non hanno nulla a che vedere con la medicina. Le uniche due emodinamiche cancellate sono quelle di Corigliano-Rossano e Vibo Valentia, guarda caso le sole due città amministrate dal centrosinistra con i sindaci Stasi e Romeo. È la traduzione in delibera della cosiddetta 'filiera istituzionale', una logica clientelare inaccettabile quando si parla di servizi salvavita».
Le critiche ad Azienda Zero: «Documenti copiati da altre Regioni»
Il portavoce di Europa Verde solleva inoltre pesanti dubbi sulla regolarità e sul rigore tecnico con cui è stato stilato il documento di programmazione della Rete SCA. Allegato alla delibera vi sarebbe infatti un percorso diagnostico-terapeutico per l'infarto che — secondo le verifiche condotte dal partito — ricalcherebbe integralmente un atto adottato dalla Regione Friuli-Venezia Giulia nel 2019.
Nei testi verrebbero persino citati la centrale operativa friulana SORES, il trasferimento dei pazienti al Dipartimento di Gemona (Udine) e bibliografie aggiornate solo fino al 2018. «Azienda Zero, una struttura costosa nata per la programmazione regionale, consegna un file copied-and-pasted di sette anni fa senza neanche rileggerlo, pretendendo poi di applicare il rigore per negare i servizi ai nostri territori», attacca Campana.
Esposti alla Magistratura e chiamata alla mobilitazione
A fronte di queste criticità, Europa Verde/AVS ha annunciato l'avvio di azioni legali e una mobilitazione capillare nei territori coinvolti. Si annuncia infatti che è in corso la predisposizione di un dossier da inviare alle Procure della Repubblica territorialmente competenti e alla Corte dei Conti. I magistrati saranno chiamati a valutare l'eventuale rilevanza penale ed erariale legata alla cancellazione di presìdi salvavita senza un'adeguata istruttoria e all'uso di risorse pubbliche per l'elaborazione del documento. Denunciata anche la cancellazione della Medicina Nucleare dai tavoli di concertazione, nonostante la presenza del bunker già realizzato con fondi pubblici. La richiesta ufficiale indirizzata alla Giunta regionale è quella di ritirare la delibera, ripristinare le emodinamiche previste dal Dca 78/2024 e fissare un cronoprogramma vincolante per l'apertura h24. Per sostenere la battaglia, AVS chiama a raccolta sindacati, comitati e consigli comunali aperti in tutta la fascia ionica, nel Pollino e nel Vibonese.