Carcere e reinserimento, dalla Regione 13 milioni per i progetti Ama De e Ama Es
L’annuncio dell’assessore regionale Straface durante l’inaugurazione della nuova area bar e tempo libero dell’istituto penitenziario di Co-Ro. Formazione, lavoro e inclusione al centro degli interventi rivolti alle persone detenute
CORIGLIANO-ROSSANO – Tredici milioni di euro per accompagnare le persone detenute verso la formazione professionale, il lavoro e il reinserimento nella società. È l’intervento annunciato dall’assessore regionale Pasqualina Straface durante l’inaugurazione, avvenuta venerdì scorso, della nuova area bar e tempo libero destinata al personale e agli agenti della Polizia penitenziaria dell’istituto di Corigliano-Rossano.
Un’occasione nata per restituire agli operatori uno spazio di socialità e benessere, ma diventata anche il momento per presentare due nuovi progetti dedicati all’inclusione delle persone sottoposte a misure penali: “Ama De – Oltre le mura”, rivolto ai detenuti presenti negli istituti penitenziari, e “Ama Es”, destinato invece a chi sconta la pena all’esterno del carcere.
«Oggi non inauguriamo soltanto uno spazio fisico – ha dichiarato Straface – ma soprattutto un luogo che va nella direzione di migliorare la qualità della vita e il benessere delle donne e degli uomini della Polizia penitenziaria». Persone che, ha aggiunto l’assessore, svolgono quotidianamente il proprio servizio «con responsabilità e con un forte carico emotivo», rappresentando all’interno degli istituti «lo Stato, la sicurezza e la legalità».
Accanto all’attenzione riservata agli agenti, la Regione Calabria intende rafforzare i percorsi trattamentali e le opportunità offerte alle persone detenute. Le risorse, pari complessivamente a 13 milioni di euro, sono state trasferite dal ministero della Giustizia alla Regione e saranno impiegate in collaborazione con il Provveditorato dell’Amministrazione penitenziaria.
“Ama De – Oltre le mura” sarà realizzato all’interno delle carceri calabresi e punta a tradurre concretamente il principio costituzionale della funzione rieducativa della pena. «Il detenuto non deve scontare soltanto una pena punitiva – ha sottolineato Straface – ma deve essere accompagnato verso la rieducazione, la riabilitazione e il reinserimento sociale e lavorativo».
Il progetto prevede una rete di partenariato composta dal Provveditorato dell’Amministrazione penitenziaria, dai Centri per l’impiego, dagli enti di formazione, dalle imprese e dalle cooperative sociali. L’obiettivo è costruire percorsi capaci di fornire competenze e occasioni professionali, riducendo il rischio che, una volta terminata la pena, l’assenza di alternative concrete favorisca nuove condizioni di marginalità.
Il secondo intervento, “Ama Es”, riguarderà invece le persone che stanno scontando la pena fuori dagli istituti penitenziari. Al suo interno troverà spazio il progetto “Semi di lino”, sviluppato anche con la collaborazione degli Ambiti territoriali sociali.
Tra i territori individuati dalla Regione figura quello di Corigliano-Rossano. Una scelta legata, secondo quanto spiegato dall’assessore, alla presenza in città di uno degli istituti penitenziari più importanti della Calabria, destinato a circuiti di media e alta sicurezza.
«Vogliamo dare a chi ha scontato la propria pena la possibilità di riprendere in mano la propria vita», ha concluso Straface. Una possibilità che passa dalla formazione, dal lavoro e dalla collaborazione tra istituzioni, servizi territoriali e mondo produttivo, affinché la pena possa diventare anche un percorso verso una reale seconda opportunità.