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Adesso:La Regione riapre la partita dei porti (turistici), il nord-est ne ha almeno due ai nastri di partenza

La Regione riapre la partita dei porti (turistici), il nord-est ne ha almeno due ai nastri di partenza

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CORIGLIANO-ROSSANO – Quindici anni dopo, la Calabria rimette mano alla sua mappa dei porti turistici. E per il Nord-Est della regione non è semplicemente l’annuncio di un nuovo piano: è la riapertura di un dossier nel quale erano già stati disegnati porti, approdi e migliaia di posti barca da Rocca Imperiale fino a Cariati, passando per Trebisacce, Sibari, Corigliano e Rossano.

La notizia arriva dalla Giunta regionale. Su proposta del vicepresidente e assessore ai Lavori pubblici Filippo Mancuso, è stato avviato l’aggiornamento del Master Plan della portualità turistica. Il passaggio operativo sarà una manifestazione d’interesse rivolta ai Comuni, chiamati a indicare proposte ed esigenze dei territori. La ricognizione dovrà servire sia a completare la cosiddetta rete di primo livello, sia a costruire una rete di secondo livello fatta di porticcioli, moli e approdi turistici.

«L’obiettivo», ha spiegato Mancuso, è arrivare a una rete «organica, moderna e capillare», utilizzando la portualità turistica come infrastruttura per turismo nautico, destagionalizzazione, integrazione tra costa ed entroterra e sviluppo dei servizi collegati. Nel nuovo disegno dovranno entrare anche sostenibilità ambientale, gestione dei sedimenti ed erosione costiera.

Una mappa del nord-est esiste già dal 2011

È qui che la notizia diventa particolarmente interessante per questo territorio. Il Masterplan per lo sviluppo della portualità calabrese, approvato dalla Giunta regionale con DGR 450 del 14 ottobre 2011, costruiva la rete regionale secondo una logica precisa: utilizzare porti e approdi come vere “porte d’accesso” ai territori e colmare i vuoti lungo la costa, assumendo come parametro anche una distanza tra gli scali non superiore, indicativamente, a 20-30 miglia nautiche.

E proprio nel Nord-Est il Piano era particolarmente ambizioso. Accanto agli scali già esistenti di Cariati, Corigliano e Marina Laghi di Sibari, venivano programmati cinque nuovi porti: Rocca Imperiale, Roseto Capo Spulico, Amendolara, Trebisacce e Rossano.

 

In totale fanno 1.500 nuovi posti barca soltanto nelle cinque infrastrutture da realizzare. A questi il vecchio Piano affiancava 260 posti complessivi a Cariati, 129 a Corigliano tra esistenti e programmati e 470 ai Laghi di Sibari. Facendo la somma dei numeri riportati nella tabella regionale, il sistema compreso tra Cariati e Rocca Imperiale avrebbe raggiunto 2.359 posti barca tra esistenti e previsti.

Non una successione casuale di piccoli porti, dunque, ma una vera rete nautica dello Ionio settentrionale.

Trebisacce: dalle 400 barche del masterplan al progetto da 40 milioni

In alcuni casi quella previsione non è rimasta immobile. Trebisacce, per esempio, nel Masterplan partiva da 400 posti barca. Nel 2023 il Comune ha compiuto un passo ulteriore presentando al Ministero delle Infrastrutture un Progetto di fattibilità tecnico-economica da quasi 40 milioni di euro per un porto prospiciente l’antico borgo marinaro.

Il progetto prevede 500 posti barca, per unità tra 7 e 21 metri, un molo di sopraflutto lungo circa 320 metri, un sottoflutto di circa 150 metri, fondali a cinque metri e servizi a terra.

È un dato rilevante oggi perché, quando la Regione aprirà formalmente la ricognizione tra i Comuni, Trebisacce avrà già alle spalle una progettazione molto più recente del Masterplan originario. E sicuramente Franco Mundo, il dinamico sindaco del borgo marinaro dell'Alto Jonio, si starà sfregando le mani perché vede nell'obiettivo (realizzabile) uno dei suoi progetti più ambiziosi. 

Amendolara ha già cambiato scala: non un porto, ma un pontile

Anche Amendolara offre un indizio interessante su ciò che potrebbe diventare il nuovo Masterplan. Nel 2011 la Regione immaginava lì un vero porto turistico da 300 posti. Nel febbraio scorso il Comune ha invece candidato a un bando nazionale un progetto da circa 100mila euro per un pontile turistico destinato alla piccola nautica.

È quasi l’esempio perfetto della distinzione annunciata adesso da Mancuso: non necessariamente grandi porti ovunque, ma anche una rete di secondo livello costituita da piccoli approdi, moli e strutture leggere.

A Rocca Imperiale, invece, negli anni è maturato il progetto della “Darsena di Federico”: il programma nazionale dedicato allo sviluppo della portualità calabrese registra un primo stralcio finanziato per circa 1,29 milioni, basato su un pontile galleggiante e concepito come primo passo verso un eventuale porto turistico più ampio.

E POI C’È ROSSANO. E QUI LA STORIA DIVENTA PIÙ INTERESSANTE

Per Rossano la vicenda attraversa almeno tre diverse stagioni di pianificazione.

La prima è addirittura precedente al Masterplan. Nel 1999 risulta una progettazione preliminare commissionata dal Comune di Rossano per una «infrastruttura portuale a destinazione turistica in località Torre Pinta», con lavori quantificati allora in circa 9,3 milioni di euro.

Nel Masterplan 2011, invece, la Regione non indica nella tabella una località specifica: scrive semplicemente Rossano – Porto turistico – in previsione – 300 posti, categoria B, cioè destinato anche a imbarcazioni fino a 24 metri.

Poi arriva il Piano Strutturale Associato della Sibaritide.

Nella relazione del PSA viene espressamente presa in considerazione «la previsione del porto turistico di Rossano». E nella tavola SSM 4.3, dedicata agli interventi infrastrutturali sull'ex territorio comunale rossanese, il simbolo identificato in legenda come “Porto turistico di Rossano” compare sulla costa orientale, in prossimità di Capo Trionto, ben più a est rispetto alla localizzazione storica di Torre Pinta.

Ad ogni modo, servirà ora, qualora l'Amministrazione comunale sia davvero interessata a fornire la città di un porto turistico, dedito al diportismo (magari quello alto-spendente), aprire subito le carte del Master Plane e aderire alla manifestazione di interesse, così da aprire le procedure per una nuova progettualità. Fermo restando che in questo quadro il grande porto di Corigliano potrà e dovrà (si spera) svilupparsi come porto mercantile, peschereccio e crocieristico.

Quindici anni dopo, tocca ai comuni dire cosa vogliono

Il nuovo Masterplan parte infatti da una scelta diversa rispetto a un semplice aggiornamento cartografico: prima di ridisegnare la rete, la Regione vuole chiedere ai territori quali infrastrutture intendano candidare.

È qui che il Nord-Est arriva all'appuntamento con una quantità considerevole di materiale già scritto: cinque porti previsti nel 2011, progettazioni successive, piccoli approdi, un PFTE da 40 milioni a Trebisacce e una previsione rossanese che, attraversando oltre venticinque anni di pianificazione, oggi si focalizza su Capo Trionto, la vera oasi blu che, in realtà, l'esecutivo Stasi sta costruendo pezzo dopo pezzo.

Il vecchio Masterplan aveva già tracciato la rotta. Il nuovo dovrà dire quali di quelle rotte sono ancora percorribili, quali vanno ridisegnate e quali, dopo quindici anni, possono finalmente trasformarsi da un punto sulla carta in un'infrastruttura reale.

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.