Atto intimidatorio al cantiere di Schiavonea. La solidarietà di CGIL e Fillea a Roberto Rugna
L'episodio ha suscitato la ferma e immediata condanna del mondo sindacale.
CORIGLIANO-ROSSANO - Un grave atto criminale ha colpito il cantiere per i lavori di convogliamento delle acque bianche sul lungomare di Schiavonea, a Corigliano-Rossano. Nella notte, ignoti hanno dato alle fiamme e distrutto i mezzi meccanici dell'impresa Italiana Gas, guidata da Roberto Rugna, presidente di ANCE Calabria e vicepresidente nazionale dell'associazione di categoria.
Attraverso una nota congiunta, Simone Celebre (segretario generale Fillea CGIL Calabria), Gianfranco Trotta (segretario generale CGIL Calabria) e Giuseppe De Lorenzo (segretario generale Fillea CGIL Cosenza) hanno espresso totale solidarietà a Rugna, ai vertici dell'azienda e a tutte le maestranze coinvolte.
La condanna del sindacato: «Attacco al lavoro e alla legalità»
I rappresentanti di CGIL e Fillea hanno definito l'incendio dei macchinari come un gesto d'ingerenza criminale inaccettabile, volto a intimidire le realtà produttive che operano nel rispetto delle regole: «L'incendio e la distruzione dei mezzi non sono soltanto un attacco a un'impresa storica e al suo legale rappresentante, ma rappresentano un brutale e inaccettabile tentativo di colpire il lavoro, il sacrificio quotidiano delle maestranze, la sicurezza dei lavoratori e la libertà di fare impresa nella legalità. Condanniamo con estrema fermezza questo ennesimo gesto intimidatorio, che si inserisce in un clima pesante per il tessuto economico calabrese. Di fronte a questa violenza, ribadiamo la nostra determinazione a non arretrare: la risposta più forte resta la difesa del lavoro pulito, delle opere pubbliche e del futuro della nostra terra».
L'appello alle istituzioni e alle forze dell'ordine
Nell'esprimere vicinanza umana e organizzativa alla dirigenza e al personale della Italiana Gas, i vertici sindacali hanno riposto piena fiducia nelle indagini in corso con l'auspicio che magistratura e forze dell'ordine possano fare piena luce sull'accaduto e assicurare i responsabili alla giustizia in tempi brevi. Alle istituzioni, alla società civile e al mondo produttivo si chiede invece di fare quadrato attorno alle imprese e ai lavoratori colpiti, rafforzando la tutela del territorio.
«La Calabria ha bisogno di resistere, riscattarsi e andare avanti a testa alta: saremo sempre al fianco di chi rifiuta la paura e sceglie la strada dell'onestà», hanno concluso Celebre, Trotta e De Lorenzo.