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Agrumeti senz'acqua, De Cicco (DPM) porta la crisi in Consiglio regionale

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CORIGLIANO-ROSSANO – La crisi idrica che sta mettendo in ginocchio gli agrumeti di Corigliano-Rossano e della Piana di Sibari arriva in Consiglio regionale. Dopo l’allarme lanciato dalle aziende agricole, costrette ad attendere fino a quindici giorni tra un turno irriguo e il successivo (ne abbiamo parlato qui), il consigliere regionale Francesco De Cicco, capogruppo dei Democratici Progressisti Meridionalisti, ha presentato un’interrogazione a risposta scritta indirizzata al presidente e all’assessore competente della Giunta regionale.

La situazione denunciata nelle campagne, soprattutto nell’area di Rossano, è ormai critica. Nel pieno dell’estate, con temperature stabilmente elevate, l’acqua erogata una volta ogni due settimane non sarebbe sufficiente neppure a garantire il fabbisogno minimo degli impianti.

Le conseguenze sono già visibili: frutticini caduti anticipatamente, crescita delle pezzature bloccata e piante sottoposte a un forte stress idrico. Il pericolo, tuttavia, non riguarda soltanto il raccolto in corso. Una carenza d’acqua prolungata può compromettere l’apparato radicale e la salute complessiva degli alberi, producendo effetti negativi anche nelle prossime stagioni. È il quadro già emerso dall’allarme raccolto nelle campagne rossanesi, dove i produttori chiedono interventi prima che il danno diventi irreversibile.

De Cicco: «La siccità non diventi un alibi»

Nell’interrogazione De Cicco riconosce la gravità della siccità che sta colpendo il Mezzogiorno, ma sostiene che l’emergenza climatica non possa essere utilizzata per giustificare inefficienze gestionali accumulate nel tempo. Al centro della questione le condizioni delle reti irrigue, le perdite lungo le condotte e l’assenza di una programmazione capace di distribuire la risorsa sulla base delle effettive esigenze agronomiche delle colture di pregio.

Gli agricoltori, inoltre, continuano a versare regolarmente i tributi e i ruoli consortili, pur ricevendo un servizio giudicato insufficiente. Al danno provocato dalla perdita o dalla svalutazione del raccolto si aggiunge così la contestazione economica: pagare per un’erogazione che, nelle condizioni attuali, non riesce a garantire la sopravvivenza degli agrumeti.

Il problema supera i confini delle singole aziende. L’agrumicoltura rappresenta uno dei pilastri dell’economia della Piana di Sibari e della fascia ionica cosentina. Attorno alle coltivazioni ruota un indotto composto da braccianti, magazzini di lavorazione, imprese di trasporto e logistica, commercianti e aziende di trasformazione.

La riduzione del raccolto si tradurrebbe quindi in meno giornate lavorative, minori volumi commercializzati e una perdita di reddito diffusa lungo l’intera filiera. Una prospettiva ancora più preoccupante per aziende già alle prese con l’aumento dei costi di produzione e con la concorrenza dei mercati internazionali.

Le quattro richieste rivolte alla Regione

Con l’interrogazione De Cicco chiede anzitutto alla Giunta regionale e all’Assessorato all’Agricoltura di intervenire nei confronti del Consorzio di Bonifica competente per ottenere una rimodulazione immediata dei turni irrigui. L’obiettivo è aumentare la frequenza dell’erogazione e renderla compatibile con le necessità delle coltivazioni agrumicole.

Il secondo punto riguarda la rete. Il consigliere sollecita un monitoraggio tecnico straordinario nell’area di Corigliano-Rossano, finalizzato a individuare le perdite lungo le condotte e a eliminare con urgenza sprechi e criticità infrastrutturali.

Alla Regione viene poi chiesto di chiarire quali ristori o misure di sostegno economico intenda attivare per le aziende che hanno già subito danni alla produzione e alle piante a causa dell’insufficiente erogazione idrica.

Infine, De Cicco propone l’istituzione di un tavolo d’emergenza con Regione, Consorzio di Bonifica e associazioni di categoria. Il confronto dovrebbe servire a rivedere la programmazione idrico-agricola e a valutare la sospensione o la compensazione dei tributi consortili per gli agricoltori colpiti dal disservizio.

La Regione Calabria, sottolinea l’interrogazione, esercita funzioni di vigilanza, indirizzo e controllo sugli enti di bonifica. Per questo viene chiamata a coordinare una risposta immediata che non si limiti alla gestione dell’emergenza, ma affronti anche le debolezze strutturali del sistema irriguo. Il tempo, però, è ormai il fattore decisivo. Senza un aumento rapido della disponibilità d’acqua, il rischio non è soltanto perdere una parte del raccolto: decine di aziende potrebbero non riuscire a sostenere i danni, con il conseguente abbandono delle superfici coltivate e un impoverimento permanente della filiera agricola locale.

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.