Tribunale di Rossano, la Cgil incalza il Governo: «È l’ora della verità, basta chiacchiere»
Il segretario comprensoriale Andrea Ferrone chiede una risposta definitiva sulla riapertura del presidio giudiziario: «Il territorio deve sapere se esiste una volontà politica concreta o se resterà l’ennesimo dibattito senza seguito
CORIGLIANO-ROSSANO - Il dossier è aperto, le condizioni sembrano esserci e il territorio ha già espresso una posizione chiara. Adesso, però, qualcuno deve dire se il Tribunale di Rossano riaprirà davvero oppure se attorno all’ex presidio giudiziario si sta costruendo l’ennesima stagione di annunci destinata a dissolversi.
A chiedere una risposta definitiva è la Cgil Pollino-Sibaritide-Tirreno, che attraverso il segretario generale Andrea Ferrone invita il Governo Meloni a uscire dall’ambiguità.
«È l’ora della verità», è il messaggio netto del sindacato, che ribadisce il proprio sostegno a ogni iniziativa finalizzata a restituire alla Calabria del nord-est un presidio di giustizia.
La questione, osserva Ferrone, riguarda un territorio vasto, scarsamente collegato e segnato anche da fenomeni di illegalità diffusa, come dimostrano diversi episodi di cronaca delle ultime settimane. In questo contesto, la soppressione del Tribunale non ha significato soltanto la perdita di un ufficio pubblico, ma l’allontanamento dello Stato da un’area che avrebbe invece bisogno di una presenza più forte.
La Cgil ricorda di essere già intervenuta lo scorso anno, quando il senatore Ernesto Rapani aveva reso noto il nuovo percorso normativo legato al riordino della geografia giudiziaria. Anche davanti allo scetticismo di una parte dell’opinione pubblica, il sindacato aveva espresso pieno sostegno alle iniziative per il ripristino del presidio.
Da allora, il quadro politico e istituzionale si è ulteriormente rafforzato. Il Consiglio provinciale di Cosenza ha approvato all’unanimità un documento sul ritorno del Tribunale; l’iniziativa del consigliere provinciale Antonio Uva è arrivata in Senato; il sindaco di Corigliano-Rossano Flavio Stasi ha confermato la disponibilità dell’immobile di contrada Santo Stefano e la Regione Calabria ha manifestato la volontà di sostenere economicamente il progetto.
Per Ferrone, proprio questa convergenza rende ormai indispensabile una presa di posizione del Governo. «Il territorio ha diritto di sapere se siamo di fronte a una valutazione politica rigorosa, basata sui numeri emersi dall’osservazione della geografia giudiziaria nazionale, oppure a un dibattito estemporaneo e fine a sé stesso, che produrrebbe soltanto altra sfiducia nelle istituzioni».
La Cgil non chiede rassicurazioni generiche né nuove dichiarazioni d’intenti. Chiede che venga detta la verità, anche nel caso in cui non coincida con le aspettative del territorio. «Qualcuno deve assumersi la responsabilità di dire come stanno realmente le cose, ancor più se la risposta non fosse quella auspicata», sottolinea Ferrone.
Il sindacato richiama soprattutto le conseguenze quotidiane della soppressione: i disagi per chi lavora nel settore giudiziario, i maggiori costi sostenuti dai cittadini, le difficoltà di chi deve rivolgersi alla giustizia e il peso scaricato sui sindaci, definiti «la frontiera e l’interfaccia dello Stato alle nostre difficili latitudini».
Da qui anche l’appello ai consiglieri regionali eletti nel territorio, invitati a trasformarsi in interlocutori autorevoli del Governo e a chiedere una risposta formale sul futuro dell’ex Tribunale. «Il tempo delle chiacchiere è terminato – afferma la Cgil – perché proseguire con annunci e ipotesi senza una decisione concreta rappresenterebbe soltanto una mortificazione per la comunità».
La partita, dunque, non riguarda più la costruzione del consenso locale. Il sostegno politico, istituzionale e sociale al ripristino del presidio è ormai ampio. Sul tavolo ci sono un edificio disponibile, la possibilità di un contributo regionale e un territorio che rivendica il diritto a non percorrere decine di chilometri per accedere alla giustizia.
Adesso la risposta deve arrivare da Roma. Il Governo deve chiarire se Rossano rientra realmente tra i tribunali che potranno essere ripristinati o se il dibattito resterà confinato tra mozioni, petizioni, dichiarazioni e aspettative. Perché, conclude Ferrone, «il territorio e i suoi cittadini meritano un segnale chiaro che restituisca verità. Altro non serve».