SS106, Baldino porta il caso in Parlamento: «Anas mi negò l'accesso al cantiere, poi i sopralluoghi col centrodestra»
La vicepresidente del Movimento 5 Stelle presenta un'interpellanza al ministro delle Infrastrutture e chiede chiarimenti sui criteri adottati da Anas per l'accesso ai cantieri della Statale 106: «Servono imparzialità e trasparenza»
ROMA - L'accesso negato al cantiere del Terzo Megalotto della SS106 Jonica e, pochi giorni dopo, un sopralluogo organizzato da Anas insieme a esponenti del centrodestra in un altro cantiere della Statale. Sono questi i due episodi che la vicepresidente del Movimento 5 Stelle, Vittoria Baldino, porta all'attenzione del ministro delle Infrastrutture attraverso un'interpellanza parlamentare, chiedendo di fare chiarezza sulle modalità con cui vengono gestiti i rapporti istituzionali durante i lavori sulle grandi opere.
La parlamentare racconta che lo scorso 5 giugno si era recata nel cantiere del Terzo Megalotto della SS106, dopo aver ricevuto segnalazioni su presunti rallentamenti nell'esecuzione dei lavori. Secondo quanto riferisce, l'impresa affidataria aveva autorizzato la visita, fornendole anche i dispositivi di protezione individuale e accompagnandola fino all'ingresso dell'area di cantiere.
L'accesso sarebbe stato però bloccato dopo una telefonata da parte di dirigenti di Anas, che avrebbero impedito il sopralluogo. Una decisione che Baldino definisce «pretestuosa» e che, a suo giudizio, avrebbe limitato l'esercizio delle prerogative parlamentari.
La deputata richiama poi un secondo episodio, avvenuto nel cantiere della SS106 nel territorio di Calopezzati, dove, secondo la sua ricostruzione, Anas avrebbe effettuato un sopralluogo con esponenti della minoranza di centrodestra e con l'associazione che lo aveva richiesto, senza coinvolgere il sindaco del Comune interessato, che aveva chiesto un confronto istituzionale sulle criticità dell'opera.
«Non è in discussione il diritto di consiglieri comunali o associazioni di svolgere la propria attività – precisa Baldino –. Il punto è capire perché a una parlamentare della Repubblica venga impedito l'accesso a un cantiere di un'opera pubblica, mentre vengono organizzati sopralluoghi con altri rappresentanti politici».
Con l'interpellanza, la vicepresidente del M5S chiede quindi al ministro se ritenga tali comportamenti compatibili con i principi di imparzialità, trasparenza e leale collaborazione tra istituzioni e quali iniziative intenda assumere affinché Anas adotti procedure uniformi per tutti gli interlocutori istituzionali.
«Le opere pubbliche non appartengono a una parte politica – conclude Baldino –. Su un'infrastruttura da 1,4 miliardi di euro, destinata a interessare una delle strade più pericolose d'Italia, cittadini e Parlamento hanno il diritto di conoscere lo stato dei lavori. Chi gestisce queste opere deve garantire pari trattamento a tutte le istituzioni, senza che possa sorgere il sospetto di disparità legate all'appartenenza politica».