Sanità, il senatore Ernesto Rapani interviene sulla riorganizzazione dello Spoke di Corigliano Rossano
Nel pieno delle polemiche sulla riorganizzazione ospedaliera, Rapani parla di atti e scelte già compiute, critica le contestazioni tardive e chiede maggiore chiarezza e responsabilità nel confronto pubblico
CORIGLIANO ROSSANO - Nel pieno del dibattito sulla riorganizzazione del presidio ospedaliero Spoke di Corigliano Rossano, un tema che continua a dividere opinione pubblica e rappresentanza politica, arriva un'altra presa di posizione. A intervenire è il senatore Ernesto Rapani, che richiama la necessità di un confronto fondato su dati concreti e atti amministrativi, non risparmiando critiche a quelle che definisce prese di posizione tardive o poco coerenti. Nella nota che segue, il senatore entra nel merito delle scelte già adottate e delle prospettive future della sanità territoriale, sollevando interrogativi su responsabilità politiche, gestione delle risorse e strumenti di governance.
Di seguito, il testo integrale della lettera:
Mi rivolgo agli organi di informazione per intervenire nel dibattito in corso sulla riorganizzazione del presidio ospedaliero Spoke di Corigliano Rossano, tema che coinvolge direttamente la salute dei cittadini e la tenuta del sistema sanitario territoriale.
Ogni fermento civico è bene accolto ed è indice di democrazia. Il confronto, quando è fondato su elementi concreti, rappresenta un valore. Tuttavia, ritengo necessario riportare l’attenzione su alcuni aspetti che emergono con chiarezza dagli atti e dalle scelte già compiute.
Negli anni in cui veniva definito e approvato il Piano Scura, non si sono registrate prese di posizione incisive da parte di chi oggi solleva critiche. È un dato che non può essere ignorato. Allo stesso modo, nel 2024 è stata adottata la delibera relativa al punto nascita di Rossano, con un impegno economico superiore a 1,5 milioni di euro e con decisioni operative già avviate e poi concluse.
Intervenire oggi per bloccare o modificare quanto già realizzato significherebbe esporre il sistema sanitario a un evidente spreco di risorse pubbliche, oltre a rallentare un processo organizzativo già strutturato. Le scelte adottate non sono improvvisate, ma rispondono a criteri di sicurezza, continuità assistenziale e qualità delle cure, che restano priorità inderogabili.
Nel dibattito si fa riferimento a presunti spostamenti non giustificati di reparti e a un utilizzo non corretto delle risorse. Si tratta di affermazioni che necessitano di riscontri puntuali, attraverso dati e atti amministrativi verificabili. Senza questi elementi, il confronto rischia di restare su un piano generico.
Va inoltre ricordato che molte competenze in materia sanitaria sono attribuite a livello regionale o commissariale. Proposte come quella di un Consiglio comunale monotematico devono quindi essere valutate in relazione alla loro effettiva capacità di incidere sui processi decisionali. Tra i rappresentanti dell’Osservatorio, la cui riunione si è tenuta nella sede del Pd, non un accenno alla mancata attivazione di un momento di contrattazione della conferenza dei sindaci, presieduta dal Sindaco Stasi (sostenuto anche dal Pd), per discutere sul tema. Questo elemento destabilizza chi, magari, si muove in buona fede.
Il percorso in atto prevede anche il rafforzamento del presidio di Corigliano, con il trasferimento di reparti (freddi) e una progressiva integrazione tra le due strutture, che devono essere considerate come un unico sistema al servizio dei cittadini. Per completare questo disegno sarà necessario proseguire con ulteriori investimenti.
Su questa linea si inserisce anche la posizione di Fratelli d’Italia, che si è già espressa a favore del Piano Scura, ritenendolo uno strumento utile per dare ordine e prospettiva alla sanità locale, nel rispetto delle risorse disponibili e delle esigenze del territorio. È bene ricordare che l’impostazione area chirurgica/area medica segue un indirizzo ministeriale poi reso esecutivo dagli organismi preposti.
Spiace constatare una sorta di atteggiamento disfattista di una parte della classe dirigente, presente anche alla riunione, che quando si tratta di migliorare il servizio sanitario nell’area jonica si oppone, alimentando sospetti e anche forme di localismo ingiustificato. Un atteggiamento già visto anni fa, quando si ricorse al Tar per bloccare la realizzazione del Dea (Dipartimento di Emergenza e Accettazione), struttura che, se attivata, avrebbe potuto salvare numerose vite umane. Anche in quel caso i lavori erano stati aggiudicati e i fondi assegnati, ma tutto fu poi sospeso, con un danno rilevante per le casse pubbliche.
Alla luce di quanto detto, appare necessario rendere pubblico l’elenco completo dei componenti del nuovo osservatorio, per fare piena chiarezza sulle personalità coinvolte. Una richiesta che si impone anche perché la riunione si è svolta in una sede di partito che sostiene il sindaco, oggi ai vertici della conferenza dei sindaci. In un contesto del genere, la trasparenza non può essere elusa, né possono esserci ruoli o posizioni ambigue.
A questo quadro si aggiunge la proposta avanzata dai gruppi consiliari del Partito Democratico e del Movimento 5 Stelle, che chiedono l’istituzione di una Commissione comunale temporanea per il monitoraggio del Nuovo Ospedale della Sibaritide. Una iniziativa che, per come formulata, lascia più di una perplessità.
Rimane infatti motivo di stupore il fatto che le due forze politiche ritengano necessario istituire un ulteriore organismo, quando già oggi siedono in Consiglio regionale rappresentanti della minoranza, espressione degli stessi schieramenti, che potrebbero esercitare pienamente un ruolo di controllo e vigilanza sull’operato della Regione e delle strutture competenti. Tra questi, uno ricopre anche la carica di Presidente del Consiglio comunale di Corigliano Rossano. Viene quindi naturale chiedersi se vi sia o meno fiducia nei confronti dei propri rappresentanti istituzionali.
Allo stesso modo, la proposta di avviare una discussione sull’utilizzo dell’ospedale Spoke di Corigliano Rossano appare in parte sovrapporsi a competenze già chiaramente definite. Non può infatti essere dimenticato che il Sindaco della Città è Presidente della Conferenza dei Sindaci, organismo che per legge svolge un ruolo di indirizzo e controllo proprio in materia sanitaria. Un ruolo che, se esercitato pienamente, consente già di incidere nei processi decisionali e di rappresentare le esigenze del territorio.
Alla luce di questi elementi, il rischio è quello di moltiplicare sedi di confronto senza rafforzare realmente la capacità di incidere sulle scelte, generando ulteriore confusione in un momento in cui, al contrario, sarebbe necessario concentrare responsabilità e azioni in maniera chiara e coordinata.