Porto di Cariati insabbiato, Le Lampare: «Servono responsabilità e un piano strutturale»
Il gruppo consiliare Le Lampare denuncia il grave stato di insabbiamento dell’imboccatura del porto di Cariati. Al centro della denuncia i fondi regionali già spesi, gli obblighi normativi e i nuovi finanziamenti richiesti
CARIATI - Il gruppo consiliare Le Lampare torna a intervenire sulla grave situazione dell'imboccatura del porto di Cariati, documentata anche da immagini recenti che mostrano un livello di insabbiamento e accumulo di detriti incompatibile con la sicurezza della navigazione e con la piena funzionalità dell'infrastruttura.
«Il porto di Cariati - si legge nella nota - rappresenta, insieme all'ospedale, uno dei principali asset strategici ed economici della città: marineria, indotto commerciale, attività turistiche e sicurezza in mare dipendono direttamente dalla sua efficienza. Proprio per questo motivo, la sua gestione e manutenzione dovrebbero essere oggetto di attenzione costante, programmazione e responsabilità istituzionale.
Negli anni scorsi la Regione Calabria ha stanziato 100.000 euro per interventi di disinsabbiamento, presentati come risolutivi.
Oggi, alla luce dello stato attuale dell'imboccatura, è evidente che quelle risorse non hanno prodotto alcun effetto strutturale duraturo. L'assenza di un piano organico di manutenzione e di una strategia di lungo periodo ha reso quell'intervento inefficace, con il risultato che fondi pubblici sono stati spesi senza risolvere il problema».
«Esiste inoltre - osservano - un Regolamento del Porto (Ordinanza n. 08/2021) che attribuisce precisi obblighi al Comune in materia di sicurezza, manutenzione e gestione dell'infrastruttura. Alla luce di tali disposizioni, appare doveroso un chiarimento politico e amministrativo su come l'attuale situazione possa conciliarsi con le responsabilità previste e su chi debba rispondere in caso di eventi critici. A ciò si aggiunge un ulteriore elemento di preoccupazione: il tentativo di accedere a nuovi finanziamenti pubblici (FEAMP) mentre permane un contenzioso aperto legato al mercato ittico, altra opera strategica finita al centro di sprechi e criticità. Su questo punto, il gruppo Lampare ha già presentato specifiche richieste di accesso agli atti, sollevando dubbi sulla legittimità e sull'opportunità di nuove operazioni finanziarie in assenza di una chiara risoluzione delle problematiche pregresse».
«Il quadro che emerge è quello di una gestione frammentaria, basata su interventi-tampone e priva di una visione complessiva. Il porto di Cariati non può essere trattato come un tema marginale o occasionale. Serve: un piano strutturale di dragaggio e manutenzione, una programmazione pluriennale, piena trasparenza sull'utilizzo dei fondi pubblici e l'assunzione di responsabilità politiche chiare. Il gruppo consiliare Lampare continuerà a svolgere il proprio ruolo di controllo e proposta, perché il porto di Cariati non è uno strumento di propaganda, ma un'infrastruttura vitale per il futuro economico e sociale della città».