Nuova SS106 e ferrovia jonica, Stasi alza il tiro e spara a bomba su Governo e Regione
Il sindaco di Corigliano-Rossano al vetriolo: «Procedure bloccate sulla Sibari–Coserie, accordi disattesi e lavori ferroviari ridotti a “rabberciate”. Qui si gioca la credibilità della cosa pubblica»
CORIGLIANO-ROSSANO - «L'esercito? Ce l'abbiamo già. È quello degli incapaci che da quattro anni alzano la mano contro gli interessi del territorio». È la considerazione amara, amarissima... con un po' di humor - per citare un celebre sketch di Vieni avanti cretino nella pellicola di Luciano Salce - del sindaco di Corigliano-Rossano, Flavio Stasi, che è ritornano a parlare sui social - a reti unificate - come ai tempi del Covid, con un messaggio che sa tanto di "ho qualcosa da dirvi". E la sua, nemmeno a dirlo, è una dichiarazione durissima, senza sconti, che torna a incalzare Governo e Regione su due infrastrutture decisive per la Sibaritide: la nuova SS106 Sibari–Coserie e l’elettrificazione della Ferrovia Jonica.
Un attacco frontale, a bomba, che parte dai fatti e arriva alla politica, con accuse precise e una richiesta netta: tempi certi e rispetto degli accordi. «In questa settimana sto vedendo una serie di avvicendamenti tra i dirigenti di ANAS, compresi quelli delle nuove opere, quindi anche della nuova Statale 106. Spero - sottolinea - sia solo un fattore organizzativo, ma non capisco perché le procedure per l’aggiudicazione della Sibari–Coserie siano totalmente ferme».
Secondo Stasi, il territorio ha già atteso troppo ed è andato oltre, accettando sacrifici e migliorando un progetto inizialmente giudicato «mostruoso». «Abbiamo lottato per ottenere migliorie: il tunnel integrato, il viadotto integrato, il nuovo svincolo del Coriglianeto. Questo territorio merita tempi certi».
Il passaggio più politico arriva quando il sindaco chiama in causa i rappresentanti istituzionali e le grandi partecipate nazionali. «Non vorrei che, dopo averci fatto scippare 15 milioni di euro da Enel e 10 miliardi da RFI per l’alta velocità, adesso - incalza - venga in mente a qualcuno di farci scippare anche i soldi per la nuova Statale 106».
Sul tavolo, ricorda Stasi, c’è un accordo formale. «C’è un accordo firmato nel gennaio 2023 che prevede opere complementari fondamentali». E poi cita l’attraversamento del Cino, le rotatorie di Boscarello e Toscano Joele, oltre che il ponte sul Nubrica per connettere Fossa a Toscano e riavvicinare un pezzo di territorio al centro della città. «Non sono opere accessorie» dice. E poi ricorda: «Fino a oggi quell’accordo lo ha rispettato solo il Comune di Corigliano-Rossano».
Ancora più duro il giudizio sulla linea ferroviaria ionica, definita senza mezzi termini uno scandalo. «Quello che è un vero e proprio scandalo è il lavoro, tra molte virgolette, di elettrificazione della Ferrovia Jonica. Il lavoro più lento e più semplice della storia moderna».
Per il sindaco, la prova dello stallo è sotto gli occhi di tutti. «Non si hanno notizie delle cabine di alimentazione elettrica (le sottostazioni, ndr), senza le quali l’elettrificazione non ha senso. Non hanno messo una lira sulla chiusura dei passaggi a livello (e quindi per i nuovi sottopassaggi, senza i quali anche un treno ad Alta Velocità non può transitare, ndr)».
Ed è a questo punto che entra in gioco un altro elemento dirimente nella grande questione politica locale, il riferimento al tribunale soppresso di Rossano (oggi Corigliano-Rossano), come simbolo di una narrazione governativa che, secondo il sindaco, tenta di spostare l’attenzione. «Ho sentito parlare di esercito, forse perché ci si è resi conto che le promesse fatte sui rinforzi di Polizia e Carabinieri sono rimaste parole. Forse perché l’unico tribunale che verrà avviato sarà quello sotto casa del Ministro Nordio, allora si prova a muovere le acque e a parlare d’altro, per non affrontare il fallimento totale di questo governo sulla sicurezza».
E poi la considerazione finale, politica, caustica, in perfetto stile trash anni '80: «Insomma, parlano di esercito per coprire il fallimento sulla sicurezza (e la stoccata chiarissima è rivolta alla richiesta avanzata dal senatore di Fratelli d'Italia, Ernesto Rapani, ndr), ma l’esercito ce l’abbiamo già: è quello degli incapaci che da quattro anni alzano la mano contro gli interessi del territorio, nel silenzio compiacente del Presidente della Giunta regionale».
Un atto d’accusa che non lascia spazio a interpretazioni e che riapre, con forza, il nodo delle infrastrutture strategiche per l’intera Calabria ionica ma acuisce, anche, la polemica politica in città. Ormai senza più alcun margine di dialogo... quantomeno per le questioni della città!