Enel a Co-Ro, per Rapani (Fdi) «il Comune ha fatto saltare il progetto dell'idrogeno»
Secondo il senatore, il parere sfavorevole sul fotovoltaico avrebbe inciso in modo determinante. «Chi amministra deve spiegare alla città perché, negli ultimi anni, occasioni di sviluppo e occupazione continuano a sfumare»
ROMA - «Un silenzio assordante quello che si registra sulla vertenza della centrale Enel di Corigliano-Rossano».
Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia Ernesto Rapani, che individua nelle scelte dell’Amministrazione comunale la causa diretta della perdita di nuove opportunità per il territorio. Secondo Rapani, il parere sfavorevole sul fotovoltaico espresso dal Comune avrebbe inciso in modo determinante sulla decisione di Enel di non portare avanti l’investimento, rinunciando a un finanziamento destinato alla realizzazione di un polo tecnologico integrato con la produzione di idrogeno.
«L’idrogeno si produce attraverso energia pulita – evidenzia il senatore – e l’energia pulita si produce da fonti alternative rinnovabili quali il fotovoltaico e l’eolico. Bloccare il fotovoltaico significa, di fatto, impedire qualsiasi progetto legato all’idrogeno. È una responsabilità politica precisa».
Per Rapani, le conseguenze di queste decisioni ricadono soprattutto sul fronte occupazionale. «Questa città ha bisogno di lavoro e di certezze. Continuare a respingere o ostacolare investimenti strategici significa condannare il territorio all’immobilismo».
Il senatore richiama anche altri episodi che, a suo giudizio, delineano un quadro chiaro. «Prima il venir meno di un investimento rilevante come quello di Baker Hughes nell’area portuale, oggi la rinuncia di Enel. A questo si aggiunge un Piano strutturale associato bloccato, che non offre garanzie né prospettive a chi vuole fare impresa».
«Chi amministra deve spiegare alla città perché, negli ultimi anni, occasioni di sviluppo e occupazione continuano a sfumare – conclude Rapani –. Servono risposte chiare e un cambio di passo immediato».