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«Il governo Meloni sta impoverendo il Paese e cancellando il Sud»

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CATANZARO - Angelo Sposato, Segretario Generale della Cgil Calabria, fa il punto sulle attività del governo nazionale e regionale a partire dal Programma di Ripresa e Resilienza.

«Tra una smentita e l'altra da parte del governo - afferma nella nota - che continua nella sua propaganda, il Sud rischia di perdere 8 miliardi di investimenti del Pnrr e l'ulteriore agenda di programmazione dei fondi di coesione. Non è tutto attribuibile all'incapacità di fare spesa della pubblica amministrazione, così come dicono dalla politica nazionale regionale, ma è una precisa responsabilità del governo a definanziare interventi già programmati al fine di penalizzare il Sud».

«I temi del Pnrr, dei fondi europei e degli investimenti - prosegue - non possono eludere un indirizzo e un'azione strategica di rafforzamento amministrativo con assunzioni nella pubblica amministrazione e il rilancio di politiche industriali tanto nel Paese quanto nel Sud. Questo governo, in questo primo anno, ha dimostrato di non avere alcuna visione sulle politiche dell'amministrazione pubblica, di sviluppo, coesione e rilancio del Mezzogiorno. È una precisa scelta politica – denuncia Sposato - che schiaccia il governo tra spinte ideologiche come l'autonomia differenziata e opere bandiera che non hanno nulla di strategico».

Il Segretario Generale commenta poi la grave crisi economica affermando: «La Calabria è la Cenerentola d'Italia per questo governo ed i divari con il resto del Paese sono decuplicati. Definanziamenti di opere strategiche che erano anche punto della Vertenza Calabria, disimpegni della partecipazione pubblica da investimenti strategici come, ad esempio, la centrale a idrogeno di Rossano, chiusura di 79 autonomie scolastiche dal 2024, situazione sanitaria devastante, Zes unica completamente inutile se non c'è una strategia di investimenti pubblici attraverso le società partecipate o una quadro di sostegno degli interventi, rischiano di essere alcuni dei fallimenti del governo nazionale e di conseguenza, quello regionale che subisce, suo malgrado, scelte imposte dall'alto. Se a questo aggiungiamo la ripresa delle emigrazioni soprattutto dei giovani (la Calabria ne ha perso centomila in dieci anni), lo spopolamento e la denatalità, il sistema della competitività delle imprese a dir poco imbarazzante, il quadro che emerge per la Calabria è da allarme rosso. Il nostro Paese è in recessione e la Calabria rischia un declino irreversibile».

«Mancano – aggiunge - scelte strutturali e strategiche per aumentare retribuzioni e pensioni e una vera lotta all'evasione fiscale, con risorse da prendere dove si sono prodotte ricchezze sulle spalle dei cittadini, dai grandi colossi dell'energia, alle case farmaceutiche, ai grandi sistemi finanziari e tecnologici che in questi anni di crisi hanno fatto enormi profitti».

«Porteremo  - conclude Angelo Sposato  - la Vertenza Calabria nelle piazze, saremo a Roma il 7 ottobre forti anche del consenso delle lavoratrici e dei lavoratori che in questi giorni stanno partecipando alle nostre assemblee e votando la piattaforma per dare al nostro Paese un nuovo orizzonte, per mettere al centro il lavoro dignitoso, contro lo sfruttamento e la precarietà, per la salute e sicurezza, per il futuro, per dare all'Italia un nuovo orizzonte ed una nuova "via maestra».

 

Rita Rizzuti
Autore: Rita Rizzuti

Nata nel 1994, laureata in Scienze Filosofiche, ho studiato Editoria e Marketing Digitale. Amo leggere e tutto ciò che riguarda la parola e il linguaggio. Le profonde questioni umane mi affascinano e mi tormentano. Difendo sempre le mie idee.