Caso Vascellero, Le Lampare incalzano il Comune: «Scaduti i 60 giorni, ora fuori gli atti»
Il gruppo consiliare di Cariati annuncia una Pec a sindaco, segretario e Consiglio comunale per conoscere gli atti adottati dopo l’impegno assunto dalla maggioranza il 24 luglio. Lampare: «Il termine è scaduto il 22 settembre»
CARIATI - Il Gruppo consiliare Le Lampare torna sulla vicenda “Vascellero” e chiede all’Amministrazione comunale di rendere conto delle attività svolte dopo l’impegno assunto in Consiglio comunale lo scorso 24 luglio.
Secondo quanto ricostruito dal gruppo di minoranza, in quella seduta la maggioranza guidata dal sindaco Cataldo Minò aveva respinto la proposta delle opposizioni, che chiedeva una serie di interventi sui beni comunali, sui titoli e sulle autorizzazioni e sul recupero delle somme ritenute dovute. La maggioranza aveva quindi approvato un proprio indirizzo, impegnandosi – riferisce Lampare – a concludere il procedimento «con urgenza e comunque entro 60 giorni».
Un termine che, secondo il gruppo, è scaduto il 22 settembre 2026. Le Lampare annunciano di aver inviato una Pec al sindaco, al segretario comunale e al Consiglio per conoscere gli atti amministrativi adottati, le attività istruttorie e gli eventuali sopralluoghi effettuati, le diffide o gli altri provvedimenti emessi e lo stato attuale del procedimento.
La minoranza sostiene inoltre che la questione si trascini da circa quattro anni, attraversando le amministrazioni guidate prima da Filomena Greco e poi da Cataldo Minò, e chiede chiarezza sull’applicazione delle sentenze e sul recupero dei beni e delle somme oggetto della controversia.
Molto duro il giudizio politico espresso dalle Lampare, che parlano di «scadenze mancate» e contesta l’esistenza di presunti trattamenti di favore. Si tratta di accuse e valutazioni formulate dal gruppo consiliare, rispetto alle quali nel comunicato non è riportata la posizione dell’Amministrazione comunale o delle altre parti coinvolte.
«Adesso non vogliamo nuovi comunicati, rassicurazioni o promesse – conclude Lampare –. Vogliamo date, numeri di protocollo, provvedimenti e risultati».