Caro carburante, Futuro Nazionale si schiera con i presidi: «Agricoltura, pesca e trasporti sono un’unica filiera»
Il comitato di Corigliano-Rossano interviene sulla mobilitazione che da giorni attraversa la Calabria e presenta sette proposte: gasolio professionale, contrasto al sottocosto, reciprocità sugli import, tutela della pesca e sostegno alla filiera
CORIGLIANO-ROSSANO – Dalla protesta dei trattori a quella di autotrasportatori e pescatori, Futuro Nazionale Corigliano-Rossano prende posizione sulla mobilitazione contro il caro carburante e prova ad allargare il perimetro della vertenza: non tre comparti separati, sostiene il movimento, ma un’unica filiera produttiva sempre più compressa dall’aumento dei costi.
La protesta è ormai attiva da giorni in diversi punti della Calabria, con presidi che coinvolgono agricoltori, autotrasportatori e commercianti anche a Spezzano Albanese, Firmo e Davoli.
A intervenire sono i referenti cittadini Giovanni Dima, Daniele Spataro, Giuseppe Falbo, Maria Lores Laera e Giovanni Antoniotti, che esprimono sostegno ai manifestanti e rilanciano una piattaforma articolata in sette punti.
Per Futuro Nazionale il caro gasolio rappresenta soltanto il detonatore di una crisi più ampia. Il movimento richiama le difficoltà denunciate dal mondo agricolo sui costi di produzione, sui prezzi riconosciuti ai produttori, sulla concorrenza delle merci importate e sui danni provocati dalla fauna selvatica. Sono temi che figurano anche tra le ragioni indicate dai promotori delle mobilitazioni calabresi di questi giorni.
A queste vengono affiancate le rivendicazioni della pesca e dell’autotrasporto. «Il contadino della Piana di Sibari produce, il pescatore di Schiavonea porta a terra il pescato, l’autotrasportatore di Corigliano-Rossano lo porta nei mercati d’Italia. Se crolla uno, crolla tutto», sintetizza la nota.
Futuro Nazionale propone innanzitutto un gasolio professionale stabile a 0,50 euro al litro per agricoltura, pesca e autotrasporto conto terzi, insieme a un credito d’imposta per compensare i rincari già sostenuti.
Il movimento chiede inoltre una normativa che impedisca alla grande distribuzione di acquistare prodotti agricoli sotto i costi di produzione certificati, maggiore trasparenza sull’origine dei prodotti e il principio di reciprocità negli accordi commerciali internazionali.
Tra le altre proposte figurano una moratoria sui nuovi vincoli ambientali per le piccole aziende, interventi sulla fauna selvatica e risarcimenti per i danni, oltre alla creazione di un osservatorio nazionale sui costi reali di produzione.
Uno dei punti è dedicato direttamente a Corigliano-Rossano. Futuro Nazionale richiama la situazione della marineria di Schiavonea e chiede interventi sulla darsena peschereccia, sulla logistica e sulla disponibilità di carburante agevolato direttamente in banchina.
Il movimento lega così la protesta in corso a una questione più ampia di sostenibilità economica della filiera agroalimentare e logistica del territorio. «Non è una protesta di categoria – sostengono i referenti cittadini –. È la protesta di un’Italia che vuole tornare a produrre». Futuro Nazionale annuncia quindi la propria presenza a fianco dei presidi e la volontà di portare le proposte anche nelle sedi istituzionali, mentre la mobilitazione calabrese resta attiva e punta verso nuovi appuntamenti nei prossimi giorni.