Nel Trionto corre un cantiere PNRR da 9,8 milioni: ecco cosa stanno costruendo dentro il fiume
I lavori sono arrivati al quarto SAL, contabilizzato fino al 31 luglio. Captazione delle acque in alveo e subalveo, grandi condotte e mitigazione idraulica per un progetto che attraversa cinque Comuni. Ma sull’utilizzo irriguo restano nodi aperti
CORIGLIANO-ROSSANO – Chi in queste settimane attraversa la valle del Trionto vede mezzi, scavi, tubazioni e lavorazioni direttamente dentro e lungo il fiume. Quel cantiere vale quasi dieci milioni di euro e serve a recuperare acqua oggi dispersa in alveo e subalveo per destinarla al sistema irriguo.
Non è una nuova ipotesi progettuale. È un’opera PNRR già in avanzata fase di esecuzione, dal valore complessivo di 9.771.722,63 euro, che interessa formalmente i territori di Cropalati, Caloveto, Calopezzati, Crosia e Corigliano-Rossano. Il progetto è finanziato nell’ambito della Missione 2 del PNRR dedicata alla resilienza dell’agrosistema irriguo e alla migliore gestione della risorsa idrica. È il primo stralcio di un progetto nato nell’ambito delle infrastrutture irrigue a servizio di territori vocati anche alle produzioni DOP e IGP.
Gli atti tecnici aiutano a capire ciò che oggi si vede materialmente sul Trionto.
Il progetto comprende le opere necessarie alla captazione e al convogliamento dell’acqua, mentre la seconda perizia di variante, approvata a gennaio, contempla interventi su un tratto dell’argine, attraversamenti di gabbionate, pozzetti di scarico e sfiato oltre alle lavorazioni connesse alla grande condotta DN 1800. Sono previste inoltre operazioni sulle condotte esistenti e sui relativi blocchi di ancoraggio.
Non siamo quindi davanti a una semplice sistemazione dell’alveo. Il cuore dell’intervento è recuperare e governare una risorsa idrica che attraversa una delle aree agricole più importanti della Sila Greca e della fascia jonica, affiancando alla funzione irrigua quella di sicurezza idraulica.
L’intero quadro finanziario ammonta a circa 9,77 milioni di euro. La gara per l’esecuzione dei lavori è stata aggiudicata al Consorzio Stabile Medil, per un importo di circa 6,35 milioni di euro oltre Iva, dopo un ribasso del 10 per cento.
Il progetto era stato inizialmente gestito dal Consorzio di Bonifica Integrale dei Bacini dello Jonio Cosentino; successivamente la Regione Calabria è subentrata come soggetto attuatore. E soprattutto il cantiere è ormai avanti.
A giugno la Regione aveva approvato il terzo Stato di avanzamento lavori, mentre a ettembre si è arrivati già al quarto SAL, con lavorazioni eseguite fino al 31 luglio 2026.
Ma l'acqua che sarà canalizzata dove finirà?
Al netto dei lavori e della grande opera di ingegnerizzazione che si sta realizzando nel letto del Trionto, il torrente con il più esteso alveo d'Europa, c'è una curiosità che accompagna i lavori in corso: ma alla fine quest'acqua a chi servirà? Dove arriverà?
Perché se il progetto porta nel titolo cinque Comuni, il vero enigam è capire quali campagne potranno utilizzare concretamente della risorsa idrica e quanti ettari di territorio agricolo saranno serviti e attraverso quali reti.
La questione era già arrivata in Consiglio regionale con un’interrogazione della consigliera Elisa Scutellà, che aveva chiesto alla Regione proprio di chiarire territori beneficiari, superfici agricole interessate e criteri di accesso alla risorsa.
La risposta regionale, come Eco dello Jonio ha raccontato nelle scorse settimane, indicava allo stato attuale soprattutto Corigliano-Rossano come territorio direttamente servito, mentre per altre aree del comprensorio sarebbero necessari ulteriori interventi infrastrutturali.
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Ed è probabilmente questo il punto sul quale bisognerà tornare. Perché oggi finalmente l’opera si vede: escavatori nel fiume, condotte, opere idrauliche e quasi dieci milioni di investimento pubblico.
Il passaggio successivo è capire con altrettanta chiarezza dove arriverà quell’acqua e quanta agricoltura riuscirà davvero a servire. In una Piana di Sibari che continua a fare i conti con siccità, costi crescenti e disponibilità idrica sempre più strategica, non è un dettaglio. È il senso stesso del cantiere.