Da Santa Sofia d’Epiro ai palchi del mondo: il Rockarbëresh dei Peppa Marriti compie 35 anni
Il 6 novembre esce “Live at Theater”, quarto album della band. Chitarre, violino e lingua arbëreshe raccontano un percorso iniziato nel 1991, tra radici popolari e ricerca musicale
SANTA SOFIA D'EPIRO - Una lingua tramandata nelle comunità, le chitarre elettriche e un violino che attraversa le sonorità balcaniche. Da trentacinque anni la Peppa Marriti Band tiene insieme questi elementi nel proprio Rockarbëresh, portando la cultura di Santa Sofia d’Epiro su palchi italiani e internazionali.
Il 6 novembre questo percorso si arricchisce di “Live at Theater”, quarto album della formazione, registrato durante il concerto al Teatro comunale di Mendicino, nell’ambito della rassegna Sguardi a Sud, curata dalla compagnia Porta Cenere. Il disco sarà disponibile in CD per Hi_Qu Music e sulle piattaforme digitali con distribuzione ADA Music Italy, Warner.
Nata nel 1991, la band ha costruito un linguaggio che intreccia rock americano, melodie arbëreshe e suggestioni dell’Europa orientale. Le chitarre di Angelo Conte e Antonio Castrovillari, il basso di Demetrio Corino, la batteria di Enzo Astone e il violino di Pino Murano compongono un suono nel quale energia elettrica e memoria popolare continuano a incontrarsi.
Cantare in arbëreshe è una scelta centrale del progetto: usare la lingua per creare musica contemporanea, farla circolare e raggiungere nuovi ascoltatori. Un ruolo importante appartiene ai vjershë, i canti della tradizione orale che custodiscono affetti, partenze, feste e legami con la propria terra.
Anche il nome del gruppo nasce da una storia di comunità. Peppa Marriti era il soprannome di Diacono Atanasio, falegname di Santa Sofia d’Epiro e amico dei fondatori.
«Non era un musicista, né un cantante. Era un amico», ricorda la band. La dedica è diventata nel tempo anche un richiamo al riconoscimento delle persone che rischiano di restare ai margini. «Tutti possiamo essere Peppa Marriti», affermano i musicisti.
Il percorso discografico comincia nel 2005 con “Rockarbëresh”, prosegue nel 2009 con “Këndò!” e nel 2017 con “Ajëret”. Il nuovo lavoro dal vivo raccoglie ora l’esperienza maturata sul palco, luogo decisivo per una formazione che ha portato il proprio repertorio ben oltre la Calabria.
Tra le tappe italiane figurano Arezzo Wave, Carpino Folk Festival, Joggi Avant Folk Festival e Peperoncino Festival di Diamante. All’estero il gruppo si è esibito in Albania, Macedonia del Nord, Kosovo e negli Stati Uniti, dove ha realizzato un mini tour nel 2025. Tra le esperienze anche l’apertura di un concerto di Manu Chao nell’ambito di Emigration Song XXVI.
La storia della band ha incontrato inoltre cinema, televisione ed editoria. Il gruppo è stato protagonista di “Rockarbëresh” di Salvo Cuccia e ha partecipato ad “Arbëria” di Francesca Olivieri, oltre ad altre produzioni. Nel 2013 Demetrio Corino ha ricostruito il cammino della formazione nel volume “Rockarbëresh”.
“Live at Theater” arriva dunque dopo decenni di concerti, incontri e sperimentazioni. A tenere insieme il percorso resta una scelta precisa: fare delle proprie radici una voce del presente, capace di trovare ascolto anche lontano dal paese in cui tutto è cominciato.