Pietro Labonia, il menestrello rock che racconta le storture del presente
Il musicista e regista di Corigliano-Rossano intreccia ironia, contaminazioni sonore e video immaginifici. Dai progetti dei Labobros alla partecipazione a Sanremo Rock 2023, una produzione che mette in musica le contraddizioni della società
La sensibilità degli artisti di ogni tempo ci ha indicato il solco che ci ha condotto al frangente di vita successivo. L’inganno della fiaba, con ritmi accattivanti e memorabili, ha reso profetiche le lezioni dei poeti-musicisti.
Siamo anche noi alla ricerca dei nostri menestrelli, trovatori e trouvères moderni che, come nella letteratura romanza medievale, accendano la critica politica e ispirino la satira, prefigurando il cambiamento.
La produzione musicale e cinematografica di Pietro Labonia, artista polistrumentista e regista di Corigliano-Rossano, si caratterizza per la sua leggiadra ironia nel narrare le macerie di quel mondo di consumismo e arrivismo bulimico che ha reso disfunzionali le abitudini di tutti.
L’avvincente profilarsi della narrazione pacata dei testi delle canzoni si accompagna alla schizofrenia immaginifica dei video originali, che materializzano la stravagante creatività del cantautore calabrese in scene narrative.
La sua produzione è un’esperienza multisensoriale che deriva dall’orecchio assoluto del compositore. Egli trasferisce l’ispirazione sonora in colori vividi che si aggettano sulla partitura e si materializzano magicamente nei video che accompagnano le esibizioni dell’artista.
Gli album Disposable Music e Collectible Razors dei Labobros, del dicembre 2021, annoverano prestigiose collaborazioni (Cesareo di Elio e le Storie Tese e Paolo Tofani degli Area). Il successo dei suoi album Aru Kuro On Rhea Moon e Disposable Music and Collectible Razors lo conduce fino a Sanremo Rock 2023.
Il piacere che scaturisce dall’ascolto della musica di Pietro Labonia è nutrito dalle contaminazioni sonore dei suoi brani: dai caldi colori andalusi, dalle sincopi jazzate, dai pizzicati folk e dagli immancabili assoli rock del suo basso elettrico.
Una musica avvolgente che richiama l’ascolto partecipato del pubblico e lo invita a condividere una verità contemporanea, spesso ostile e controversa, che richiede sensibilità e talento per essere a misura d’uomo e non di una sovrastruttura artificiale.
La redazione di “Caffè sul pentagramma” - Ida Parise