Voci da Gaza, a Rossano il dolore raccontato dalle donne palestinesi
Alla Cittadella dei Ragazzi un incontro tra cultura, testimonianza e solidarietà. Al centro le letture tratte da Palestina Diario di Guerra di Umberto Romano: «Nessuna guerra può dirsi raccontata finché le donne non hanno preso la parola»
CORIGLIANO-ROSSANO – Non i numeri, non le strategie militari, non la geopolitica. Le donne. Le loro storie, la quotidianità, la maternità, la paura e la capacità di continuare a vivere dentro la guerra.
È questo il cuore di “Voci da Gaza – Le donne palestinesi raccontano il dolore. La Cultura per la solidarietà e la Pace”, l’incontro in programma giovedì 15 ottobre alle ore 18 alla Cittadella dei Ragazzi di Rossano.
Interverranno Tatiana Novello, Giovanni Soda, Giovanni Spedicati, Umberto Romano e Franco Cirò. Durante l’iniziativa saranno proposte letture tratte dal libro di Romano, Palestina Diario di Guerra, a cura degli Amici dell’Arte.
A spiegare il senso più profondo del lavoro è lo stesso Umberto Romano. «Questo libro non parla di numeri, di confini, di strategie militari. Parla di donne. Di madri, sorelle, figlie che ogni giorno trasformano la sopravvivenza in un atto di resistenza».
Romano racconta di aver raccolto testimonianze «in cucine senza luce, in tende di fortuna, in corridoi d’ospedale al buio», ascoltando storie di maternità, perdita delle case e vita quotidiana durante il conflitto. «Non si definiscono vittime. Sono testimoni. Custodi di una memoria che si tenta di cancellare. Il loro dolore non invoca vendetta, chiede di essere ascoltato».
Il libro concentra il racconto su quattro voci femminili, utilizzate dall’autore come finestra su una realtà molto più ampia: «Quattro voci. Quattro volti che potrebbero essere quattromila».
È proprio questa scelta narrativa a dare identità all’appuntamento di Rossano: raccontare la guerra attraverso chi continua a occuparsi della vita quotidiana mentre tutto intorno viene travolto.
«Questo libro è il loro spazio. Finalmente – scrive Romano –. Perché nessuna guerra può davvero dirsi raccontata, finché le donne non hanno preso la parola».
Un incontro che affida dunque alla cultura, alla lettura e alla testimonianza il compito di aprire uno spazio di ascolto sul dramma vissuto dalla popolazione civile palestinese.