Pier Giovanni Guzzo a Pietrapaola: la Sila Greca entra nel grande dibattito archeologico
L’Accademico dei Lincei e tra i massimi studiosi dei Brettii sarà il protagonista della conferenza del 10 agosto sui centri fortificati tra Neto e Crati. Con lui archeologi e studiosi italiani ed europei
PIETRAPAOLA – La presenza di Pier Giovanni Guzzo basta da sola a dare la misura scientifica dell’appuntamento. Lunedì 10 agosto, alle 19, al Villaggio Carlino di Pietrapaola, uno dei più autorevoli archeologi italiani arriverà nella Sila Greca per confrontarsi sui centri fortificati e sull’organizzazione del territorio tra il fiume Neto e il Crati, in un’area che custodisce ancora molte pagine da scrivere della Calabria antica.
Accademico dei Lincei, già funzionario della Soprintendenza archeologica calabrese e considerato una delle massime autorità scientifiche sulla storia e sull’archeologia dei Brettii, Guzzo porterà il proprio contributo proprio sui sistemi fortificati della Sila Greca. Una presenza di particolare rilievo perché inserisce Pietrapaola e il suo patrimonio archeologico in un confronto scientifico di livello nazionale.
La conferenza, dal titolo “Insediamenti umani e organizzazione del territorio tra il fiume Neto e il Crati”, proverà a mettere insieme quanto oggi sappiamo sull’archeologia delle Terre jonicosilane e della Sibaritide tra l’VIII e il III secolo a.C., con particolare attenzione alle vallate del Nicà e del Trionto.
Accanto a Guzzo interverranno Jan Kindberg Jacobsen dell’Accademia di Danimarca, che affronterà le dinamiche di occupazione della polis di Sibari, e Armando Taliano Grasso e Salvatore Medaglia dell’Università della Calabria, chiamati a ricostruire il popolamento della Sila Greca e la rete dei centri d’altura. L’apertura sarà affidata al geologo Domenico Forciniti.
Uno dei passaggi più interessanti riguarderà Cozzo Cerasello, dove saranno presentati i risultati degli scavi del 2019, primo intervento ministeriale sul sito, illustrati dall’archeologo Ernesto Salerno. Quelle indagini hanno contribuito al riconoscimento dell’interesse culturale del complesso archeologico e hanno aperto nuove prospettive di ricerca e valorizzazione.
Parteciperà anche la Soprintendenza ABAP di Cosenza, rappresentata da Giovanna Verbicaro, mentre l’archeologa Anna Maria Rotella presenterà il “Modello Croceneviera”, esperienza che prova a tenere insieme tutela archeologica e ri-coltivazione rurale. A moderare sarà Donatella Novellis, direttrice scientifica del Parco archeologico di Castiglione e del Museo civico di Paludi.
Il valore della giornata, però, va oltre il singolo convegno. Per la prima volta studiosi, istituzioni e comunità locali si ritrovano a Pietrapaola per provare a leggere come un unico sistema storico e archeologico quel territorio che oggi è frammentato tra numerosi confini comunali.
Ed è proprio la presenza di Guzzo a rendere ancora più evidente la posta in gioco: la Sila Greca non è una periferia dell’archeologia calabrese, ma un territorio che può tornare al centro della ricerca scientifica, a condizione che conoscenza, tutela e valorizzazione riescano finalmente a procedere insieme.