Cariati, la Calabria che resta dentro anche quando si parte: Talarico racconta il suo “Giovane incompiuto”
Al Museo del Mare la presentazione del romanzo dello scrittore cariatese che vive a Bologna. Criminalità, alienazione tecnologica, disagio giovanile e bisogno di radici al centro di una storia ambientata tra Calabria e Milano
CARIATI – Si può andare via dalla Calabria senza smettere davvero di appartenerle? È una delle domande che attraversano “Il giovane incompiuto”, il nuovo romanzo di Francesco Talarico, presentato ieri al Civico Museo del Mare, dell’Agricoltura e delle Migrazioni nell’ambito della quinta edizione di “Un’Estate al Museo”.
Per il programma culturale si è trattato del secondo incontro dedicato ai giovani autori cariatesi che vivono fuori ma conservano un rapporto forte con il luogo d’origine, nonché del sesto appuntamento complessivo della rassegna.
Talarico vive a Bologna, dove ha studiato Giurisprudenza e svolge la propria attività professionale e letteraria. Nel suo ultimo lavoro torna però ancora una volta quella tensione tra partenza, appartenenza e sradicamento che riguarda da vicino tante generazioni meridionali.
Ambientato tra la Calabria e Milano, Il giovane incompiuto è un romanzo di formazione e conclude la trilogia iniziata nel 2022 con “La fine dei vent’anni”, proseguita nel 2024 con “Non essere chi sei”.
Questa volta lo sguardo si allarga sui temi più duri della contemporaneità: criminalità organizzata, alienazione tecnologica, corruzione sociale, disagio giovanile, ma anche capacità di reagire, lotta contro l’ingiustizia, impegno per il cambiamento e necessità di punti di riferimento solidi.
Non un racconto soltanto cupo, dunque, ma una storia che prova a misurarsi con l’inquietudine di una generazione chiamata a costruire la propria identità tra luoghi lasciati alle spalle e città nelle quali cercare un futuro.
A guidare l’incontro è stata la direttrice del Museo Assunta Scorpiniti, in dialogo con l’autore. Le letture di Francesco Cristaldi e Serena Cotrone hanno accompagnato il pubblico dentro alcuni dei passaggi del romanzo.
La scrittura di Talarico, moderna, diretta ed essenziale, e i temi affrontati rendono il libro particolarmente adatto anche a un pubblico giovane e, secondo quanto emerso durante la presentazione, potenzialmente interessante per percorsi di lettura nelle scuole.
Ad aprire l’appuntamento è stata la vicesindaco di Cariati Maria Crescente, che ha ringraziato Talarico per il contributo culturale offerto alla comunità e il Museo per la scelta di dare spazio, nel cartellone estivo, ai giovani autori originari del territorio.
Il senso dell’incontro è rimasto proprio lì: raccontare chi è partito senza ridurre la partenza a una frattura definitiva. Perché si può vivere altrove, costruire una professione e nuove relazioni, ma continuare a interrogare la Calabria e a portarla dentro la propria scrittura.