Laura Scrivo, da Saracena a Roma: la sua “voce rara” tra i finalisti di Music@Mens 2026
L’educatrice originaria di Saracena porterà sul palco del Teatro Tor Bella Monaca “Sipario sul DNA”, un brano dedicato alla dignità delle persone con malattie rare e al diritto all’inclusione
SARACENA - C'è una forza speciale nelle persone che ogni giorno trasformano le difficoltà in opportunità di crescita e testimonianza. È il caso di Laura Scrivo, educatrice originaria di Saracena, madre di una ragazza affetta da una rara sindrome genetica, che sarà tra i dieci finalisti nazionali della nuova edizione di Music@Mens 2026, il prestigioso concorso canoro inserito all'interno del Festival della Salute Mentale ROMENS, promosso da ASL Roma 2 e Regione Lazio.
Il prossimo 5 ottobre 2026, sul palco del Teatro Tor Bella Monaca di Roma, Laura porterà in scena "Sipario sul DNA", brano inedito nato all'interno del progetto artistico e sociale I Custodi del DNA, ideato dall'autore e musicista romano Adriano Coschiera.
La partecipazione di Laura rappresenta molto più di una semplice esperienza artistica. Dietro la sua voce c'è una storia fatta di dedizione, impegno e resilienza. Nel suo lavoro di educatrice, così come nella vita quotidiana accanto alla figlia, Laura conosce da vicino le sfide che migliaia di famiglie e caregiver affrontano ogni giorno: percorsi assistenziali complessi, ostacoli burocratici e il bisogno costante di far sentire la propria voce in una società che spesso non riesce a vedere fino in fondo le esigenze delle persone con malattie rare.
Proprio da questa esperienza nasce la forza interpretativa di "Sipario sul DNA", un brano dal ritmo coinvolgente e dallo spirito leggero solo in apparenza. Attraverso uno swing vivace e diretto, la canzone lancia infatti un messaggio profondo: una condizione genetica, una disabilità o una malattia rara non possono e non devono definire il valore di una persona. La dignità, i sogni e il diritto alla piena partecipazione sociale appartengono a tutti, senza eccezioni.
Per Laura, salire sul palco romano significa dare voce non soltanto alla propria storia personale, ma anche a quella di tante famiglie che convivono con la rarità e che spesso rischiano di sentirsi sole. Una testimonianza autentica che unisce sensibilità umana e impegno sociale, trasformando la musica in uno strumento di inclusione e consapevolezza.
Il progetto I Custodi del DNA, guidato da Adriano Coschiera con il supporto del vicepresidente Davide Valacchi, si distingue proprio per questo approccio innovativo. Accanto alla produzione musicale, infatti, ha sviluppato un articolato universo narrativo composto da fumetti, cortometraggi animati e prototipi di robotica sociale, con l'obiettivo di sensibilizzare il pubblico sul tema delle malattie rare e dell'inclusione. Un percorso portato avanti interamente in forma gratuita e animato dalla convinzione che cultura, arte e creatività possano contribuire concretamente a costruire una società più attenta e accogliente.
«Portare questa storia e questo brano a Roma è una gioia immensa», racconta Laura Scrivo. «Vogliamo dimostrare che anche dalle difficoltà più complesse può nascere una forza straordinaria, capace di mettere in relazione persone, territori ed esperienze diverse. La nostra speranza è che sempre più famiglie possano sentirsi parte di una comunità consapevole, inclusiva e solidale».
L'appuntamento del 5 ottobre al Teatro Tor Bella Monaca sarà dunque non soltanto una competizione musicale, ma anche un'importante occasione per accendere i riflettori sul mondo delle malattie rare e sul valore delle storie che ogni giorno insegnano il significato più autentico della resilienza.