Al Museo Amarelli la pace torna scelta politica: domani De Sio interroga la crisi della democrazia
Dopo il confronto con Tommaso Greco sulla guerra e sul riarmo, il 5 agosto Lorenzo De Sio presenta Democrazia addio. Con lui Pasquale Tridico e Roberto Mastroianni
CORIGLIANO-ROSSANO - Dal rifiuto della guerra come destino inevitabile alla crisi di una democrazia che fatica sempre più a trasformare i bisogni dei cittadini in decisioni politiche. Il Museo della Liquirizia Giorgio Amarelli celebra i suoi 25 anni di attività culturale riportando al centro del dibattito due delle questioni più profonde del presente: la pace e la rappresentanza.
Il calendario di agosto si è aperto con la presentazione di Critica della ragione bellica di Tommaso Greco, pubblicato da Laterza e vincitore del Premio Sila 2026 per la Saggistica “Marta Petrusewicz”. A confrontarsi con l’autore sono stati Roberto Mastroianni, docente dell’Università Federico II, e Claudio Di Turi, professore dell’Università della Calabria.
Dal dibattito è emersa una riflessione netta: la pace non può continuare a essere considerata un’utopia da invocare soltanto alla fine dei conflitti. Deve tornare a essere una scelta politica, culturale e civile da porre all’origine delle decisioni pubbliche.
Il libro di Greco contesta la narrazione che presenta il riarmo e il ritorno dello spirito bellico come risposte inevitabili. Il punto di vista viene capovolto: non è la pace a interrompere la guerra, ma la guerra a spezzare una condizione di pace. Non esisterebbe, quindi, una natura umana irrimediabilmente condannata al conflitto, ma scelte politiche, responsabilità e interessi che possono essere messi in discussione.
Il percorso proseguirà domani, mercoledì 5 agosto, alle 18.30, nell’Auditorium Alessandro Amarelli, con Lorenzo De Sio, professore ordinario di Scienza politica alla Luiss, che presenterà Democrazia addio, ancora edito da Laterza.
Il volume parte da una domanda destinata a scuotere le certezze delle società occidentali: può definirsi ancora pienamente democratico un sistema nel quale le decisioni fondamentali non riescono più a rappresentare le preferenze, le paure e i bisogni dei cittadini?
De Sio analizza l’indebolimento dei partiti di massa, il peso crescente delle grandi multinazionali, la globalizzazione economica, le decisioni assunte in sedi sovranazionali e la crisi dei media indipendenti. Elementi che avrebbero progressivamente ridotto la capacità della politica di rispondere alle comunità.
In questo quadro, anche la crescita dei movimenti populisti viene letta non soltanto come una deriva, ma come il sintomo di una richiesta di protezione e rappresentanza rimasta troppo a lungo senza risposta.
A discutere con l’autore saranno Pasquale Tridico, eurodeputato del gruppo The Left, e Roberto Mastroianni, professore ordinario di Diritto dell’Unione europea alla Federico II. Modererà Antonio De Florio, giornalista de Il Messaggero.
L’iniziativa è promossa dal Museo della Liquirizia Giorgio Amarelli insieme ad ADSI Calabria e alla Mondadori Bookstore di Corigliano-Rossano.
Il passaggio dalla critica della ragione bellica alla crisi della rappresentanza racconta la cifra di una programmazione che, da venticinque anni, prova a fare del Museo non soltanto il custode di una storia imprenditoriale, ma un’agorà capace di portare nella Sibaritide le grandi domande del nostro tempo.