Dal Codex Purpureus all’Intelligenza Artificiale: Co-Ro riscopre il valore della scrittura con “Scriptoria” - VIDEO
Parte Open Lab Patir, un viaggio attraverso i secoli per ripercorrere l’evoluzione della scrittura. Tre giorni di incontri, laboratori, convegni, spettacoli e installazioni immersive animeranno il territorio in un confronto corale
CORIGLIANO-ROSSANO - Se il Rinascimento italiano ha avuto i suoi grandi maestri della scrittura, tra questi un posto d’onore spetta a Giovanni Battista Palatino, nato a Rossano nel 1515 e considerato uno dei più importanti calligrafi e copisti del suo tempo. Autore del celebre trattato Libro nuovo d’imparare a scrivere, Palatino contribuì a diffondere l’arte della bella scrittura in tutta Europa, lasciando un’eredità tanto profonda da dare il nome, secoli dopo, al celebre carattere tipografico “Palatino Linotype”, ancora oggi diffusissimo in ambito informatico ed editoriale. Una figura simbolica che lega idealmente il territorio di Corigliano-Rossano alla storia della scrittura e che ben introduce il tema scelto per l’edizione 2026 di Open Lab Patir.
Dal 22 al 24 maggio la città di Corigliano-Rossano ospiterà la quinta edizione di Open Lab Patir, il festival culturale che quest’anno prende il titolo emblematico di “Scriptoria”, un viaggio attraverso i secoli per ripercorrere l’evoluzione della scrittura: dalle pergamene del Codex Purpureus fino alle nuove frontiere dell’intelligenza artificiale.
Tre giorni di incontri, laboratori, convegni, spettacoli e installazioni immersive animeranno il territorio in un confronto aperto tra patrimonio culturale, innovazione e comunità. L’inaugurazione è prevista venerdì alle ore 17 al Castello Ducale, cuore simbolico di una manifestazione che punta a consolidarsi come uno dei più autorevoli appuntamenti culturali del Mezzogiorno.
La scrittura, filo conduttore dell’edizione 2026, viene proposta non soltanto come strumento di comunicazione, ma come autentica tecnologia cognitiva capace di modellare il pensiero umano e custodire la memoria collettiva. Da qui il sottotitolo ideale della manifestazione: dalle pergamene agli algoritmi, per comprendere come cambia il linguaggio dell’uomo senza perdere il valore profondo della parola.
«Patir ambisce sempre più a diventare un vivace Festival del Pensiero capace di unire una progettazione dal basso ad una fitta rete istituzionale – spiega il Sindaco di Corigliano Rossano, Flavio Stasi - qualità intrinseca del progetto e metodo di lavoro che abbiamo sposato dall'inizio. Per tre giorni si animeranno confronti tra la comunità, le istituzioni, le scuole e le voci qualificatissime degli studiosi in un open lab in cui si generano visioni, proposte progettuali e idee di sviluppo. Il Comune di Corigliano Rossano, infatti, è il primo attore istituzionale che ha inteso riconoscere e consolidare il valore, l’importanza e la necessità di questo evento socioculturale avviato da Rossano Purpurea – prosegue Stasi - proprio nel momento storico in cui il complesso monastico del Patire veniva riconosciuto da statuto come luogo di sintesi e unione dell’intera nuova città. Quest'anno il festival - conclude il primo cittadino - prova a tenere insieme un’idea alta di cultura con l’intrattenimento e la divulgazione e la Scrittura, tema scelto per il 2026, ci consente di lanciare il claim “Corigliano Rossano Città che scrive”, supportato da mille anni di storia».
A confermare il rilievo nazionale dell’iniziativa sono i patrocini dell’Università della Calabria, dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Calabria e della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la provincia di Cosenza, oltre alla collaborazione con l’Arcidiocesi di Rossano-Cariati e il Comando Unità Forestali Ambientali e Agroalimentari.
Tra gli appuntamenti più attesi della seconda giornata, il 23 maggio, l’intervento del rettore dell’Università della Calabria, Gianluigi Greco, che proporrà una riflessione dal titolo “Algoritmi d’autore. Il nuovo volto della scrittura”, dedicata al rapporto tra intelligenza artificiale generativa e produzione dei testi.
«I Large Language Model — osserva Greco — seguono meccanismi statistici: rispondono proseguendo le sequenze più probabili rispetto a ciò che abbiamo scritto. Per questo il prompt non è soltanto una formula tecnica, ma un vero atto di scrittura. Conta il linguaggio con cui viene posto, il tono, l’impostazione, il modo di esporre. Se scriviamo in modo banale, il sistema tenderà a continuare in modo banale; se scriviamo in modo più ricercato e consapevole, potrà restituire risultati migliori. È un processo di co-creazione: lo stile di chi domanda e la qualità della scrittura determinano profondamente ciò che la macchina produce. In questo senso l’intelligenza artificiale non distrugge la scrittura, ma ne valorizza il ruolo. E apre anche un tema decisivo di formazione e di divario culturale, perché a usare meglio questi strumenti saranno soprattutto le persone capaci di articolare meglio il pensiero».
Forte anche il messaggio educativo e pedagogico della manifestazione, sottolineato dalla dirigente dell’USR Calabria, Loredana Giannicola.
«La velocità digitale rischia oggi di impoverire la profondità del pensiero e la qualità della parola, per questo iniziative come Scriptoria assumono un valore educativo e culturale straordinario. La scrittura non rappresenta soltanto una competenza tecnica – ribadisce - ma una vera architettura cognitiva attraverso cui si formano identità, memoria critica e capacità interpretativa della realtà. Dalle pergamene degli antichi scriptoria agli algoritmi contemporanei, il segno grafico continua a custodire la storia dell'uomo e il suo bisogno di lasciare tracce di sé nel mondo. La parola e la scrittura non sono semplici strumenti comunicativi, ma luoghi ontologici dell'umano, spazi nei quali l'uomo si manifesta, si comprende e si consegna alla memoria del mondo. Per questo la scuola ha oggi il compito fondamentale di educare le nuove generazioni a un uso consapevole della parola: recuperando il valore della scrittura come esperienza corporea, riflessiva e profondamente umana. Dentro la progressiva – conclude il dirigente Giannicola - smaterializzazione della comunicazione e nell'invisibilità delle reti e degli algoritmi, il gesto dello scrivere resta uno dei più autentici strumenti di libertà, di organizzazione della conoscenza e di interpretazione consapevole della realtà. Un atto rivoluzionario che richiama la necessità di “umanizzare la modernità”, restituendo centralità alla persona, alla complessità del pensiero e alla profondità delle relazioni umane dentro i processi della trasformazione tecnologica».
Ad arricchire il programma anche il prestigioso Premio Patir – Giorgio Leone, presieduto dall’intellettuale umanista Sofia Vetere e articolato nelle sezioni Patrimonio, Visioni e Comunità. Le personalità insignite del riconoscimento saranno rese note nei prossimi giorni.
Ampio spazio sarà riservato anche ai prodotti creativi e artistici nati attorno al festival. Tra questi “Urban Script’Art”, percorso diffuso curato dalle scuole d’arte cittadine; il “Gran Ballo Ducale” al Castello di Corigliano; il concerto jazz dello “Skanderbeg 2uo”; “Ballando nel Bosco” al Patire e l’esperienza immersiva “Il Canto delle Pietre – Escape Adventure”, ambientata tra le mura dell’antico monastero.
Particolarmente suggestivo il progetto “Voci dal Patir: narrazioni visive tra mosaici, pietra e silenzio”, curato da 3D Plus, che attraverso immagini, suoni e proiezioni immersive trasformerà il Complesso Monastico di Santa Maria del Patire in un’esperienza narrativa e sensoriale capace di far “parlare” le antiche architetture, i mosaici e le tracce lasciate dal tempo.
Prevista inoltre la presentazione di due volumi dedicati alla storia e alla memoria del territorio: “Il complesso monastico del Patire e la sua montagna”, a cura di Alessandra Mazzei e Donatella Novellis per Rubbettino Editore, e “In Canto Lapidum” di Armando Rossi per Fontana Editore.
Con “Scriptoria”, Corigliano-Rossano si candida così a diventare sempre più “la città che scrive”: un luogo in cui il passato dialoga con il futuro e in cui la scrittura, ieri come oggi, continua a rappresentare uno degli strumenti più potenti di conoscenza, libertà e costruzione dell’identità collettiva.